Erice, Tranchida chiede “una migliore sanità per tutti”!

Il sindaco di Erice, Giacomo Tranchida, ha inviato una nota all’assessore alla Salute della Regione Siciliana Baldo Gucciardi, al dirigente generale Asp Fabrizio De Nicola e al prefetto di Trapani, nella quale torna a parlare di alcune criticità riscontrate già da tempo e ad oggi ancora esistenti.[su_spacer]

Tra le diverse problematiche riscontrate da Tranchida, “le lunghissime liste di attesa per interventi “elezione” (ernia, coliciste, etc) e il numero insufficiente di medici anestesisti rianimatori per coprire ad “incentivazione” anche i turni del 118 dell’ambulanza rianimatoria che rimangono gravemente scoperti”. [su_spacer]

“Rispetto a tanto -sottolinea il primo cittadino della vetta-, la soluzione di utilizzare talvolta i medici del PTE, mi si sussurra ..assolve forse al debito del “ferro dietro la porta”, ma tale personale pare non abbia l’adeguata competenza (appena 6 mesi di corso…) per intervenire in particolari casi d’emergenza (infarti, politrauma, incidenti gravi sul lavoro, crisi respiratoria). Ne consegue che si teme malauguratamente possa scapparci il morto da un momento all’altro per inadeguata assistenza in soccorso“.[su_spacer]

“Colgo l’occasione-continua Tranchida-, a distanza di diversi mesi dall’annunciato pubblico impegno da parte dell’Assessore, altresì per chiedere notizie puntuali e dettagliate circa i tempi ed esecutività operativa del promesso finanziamento dell’atteso e bistrattato – da tutti i Governi regionali succedutesi – servizio di Radioterapia presso l’Ospedale S. Antonio Abate di Trapani in Erice, rassegnando che i nostri concittadini ammalati continuano a subire, oltre che i danni della malattia anche la vergognosa, e per talune famiglie indigenti financo assai onerosa, quotidiana migrazione presso le convenzionate a peso “d’oro” strutture palermitane ed oltre. Al pari, si chiedono notizie circa l’evoluzione e i tempi per assicurare la preannunciata Ambulanza Medicalizzata per il centro storico di Erice, onde porre “rimedio” all’ennesimo scippo di un servizio sanitario che non appare tuteli tutti i cittadini in egual modo”.

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