Una tecnologia per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili può essere ad impatto ambientale elevato; sottrarre ettari di terreno all’agricoltura; modificare pesantemente il paesaggio che è un bene immateriale ma importante per l’economia turistica.[su_spacer]

Sono alcune delle ragioni che hanno indotto il deputato regionale Girolamo Fazio a presentare un’interrogazione sul progetto di realizzazione di un parco eolico, della potenza complessiva di 22 MW, nel Comune di Buseto Palizzolo ad opera della società denominata Parco Eolico Buseto spa con sede in Favara, in provincia di Agrigento. La società ha già attivato il cantiere e ha iniziato lo sbancamento del versante collinare interessato riversando verso il fondovalle centinaia di tonnellate di terreno. Quando il parco eolico sarà completato i “pali” saranno visibili per un’area vastissima che comprende quasi tutto il territorio comunale di Trapani, Erice, Valderice, Custonaci, Paceco oltre che da quello di Buseto Palizzolo.[su_spacer]

«Che la zona individuata per la realizzazione del Parco eolico non sia da ritenersi delle migliori, in termini di opportunità, lo dimostra anche una delibera di Giunta Regionale di Governo, la n.180 del 26/7/2011, con la quale fu espresso il diniego alla sua realizzazione – ricorda l’on. Fazio -. Solo dopo ulteriori provvedimenti amministrativi, pareri e diversi ricorsi al T.A.R. l’impresa ha ottenuto il decreto di autorizzazione del competente Dipartimento dell’energia – Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità (decreto n. 292 dell’8 maggio 2013)».[su_spacer]

Nonostante la regolare autorizzazione, però, non può essere sottaciuto che la zona investita dal progetto è di particolare pregio naturalistico e paesaggistico in quanto «ricompresa nell’area di produzione vinicola denominata “Erice doc”» e che «il posizionamento delle torri sfigurerà definitivamente il paesaggio collinare e gli impianti colturali tipici della zona (vigneti, uliveti, etc..)».[su_spacer]

«In altri luoghi del nostro Paese, dove il paesaggio è definitivamente entrato a fare parte della cultura turistica e di salvaguardia ambientale – spiega Fazio nell’interrogazione – le comunità locali Regioni, Province, Comuni interessati, Associazioni, hanno dato priorità alle tipicità del territorio (paesaggio, produzioni tipiche, attività agricole di eccellenza, etc…) e non sono stati permessi la costruzione di tali impianti eolici, se non in delimitate aree, proprio per consentire uno sviluppo sostenibile dei comprensori interessati promuovendo un turismo d’eccellenza».[su_spacer]

L’impianto autorizzato a Buseto è in completa controtendenza rispetto a questa sensibilità e forse in contrasto anche con la recente, successiva e forse tardiva, Legge Regionale 20 novembre 2015, n. 29 «Norme in materia di tutela delle aree caratterizzate da vulnerabilità ambientale e valenze ambientali e paesaggistiche» che prevede un ulteriore termine di 180 giorni per l’emanazione di un decreto del Presidente della Regione Siciliana che dovrebbe individuare le aree non idonee all’insediamento di impianti eolici.[su_spacer]

Fazio nell’interrogazione chiede vengano almeno effettuati dei controlli sul rispetto delle prescrizioni dell’autorizzazione ed «eventualmente, aggiornare l’autorizzazione unica concessa alla società Parco Eolico Buseto spa alle più recenti previsioni normative della legge regionale 29/2015».[su_spacer]

Fazio chiede, ancora, di «sapere a che punto è l’iter del piano previsto dalla normativa di cui alla legge Regionale 20 novembre 2015, n. 29 – individuazione dei siti non idonei a detti impianti» ed infine «se non si intenda adottare ogni altro provvedimento ritenuto opportuno ed utile teso a scongiurare il grave pregiudizio all’ambiente, alle tradizioni tipiche locali, allo sviluppo turistico sostenibile, alle produzioni agricole ed alimentari di eccellenza della Regione Siciliana, del territorio dell’agro ericino e di Buseto Palizzolo».[su_spacer]

«Sorprende – conclude Fazio – che le associazioni ambientaliste non abbiano posto attenzione a questo e ad altri progetti che impattano pesantemente sul paesaggio e sulle colture delle nostre campagne e pertanto le invito ad una vigilanza più diligente».

Leave a Reply

Your email address will not be published.