«Ieri pomeriggio abbiamo appreso che mercoledì prossimo una “cabina di regia (tecnica?) regionale” dovrebbe decidere la definizione del bando per mettere a sistema di appalto internazionale l’affidamento, anche a terzi tra cui privati, di beni storici monumentali che ricadono nel territorio regionale. Fra questi c’è la Colombaia, che è patrimonio storico e morale della città di Trapani e del circondario trapanese tutto». Parole di Giacomo Tranchida, candidato sindaco per Trapani alle elezioni amministrative del prossimo 10 giugno.

«Riteniamo assolutamente fondamentale che il Governo della Regione Siciliana soprassieda e attenda l’insediamento della nuova amministrazione che sarà democraticamente eletta il prossimo 10 giugno – prosegue Tranchida -. La Colombaia, infatti, rappresenta un pezzo di storia del territorio. È un monumento simbolo che, sebbene negli anni sia stato trascurato, è nel cuore dei cittadini che lo amano e lo sentono proprio. Consultare la città e i trapanesi, per comprendere cosa farne, è una forma di rispetto soprattutto nei confronti della comunità locale oltre che garbato debito istituzionale».

«Bisogna quantomeno fare un ultimo tentativo per capire se la città sia nelle condizioni di avere affidato questo suo patrimonio – aggiunge Giacomo Tranchida -. Le idee a noi non mancano e, anzi, con questa lettera aperta/comunicato stampa, comunico che, se dovessi essere eletto sindaco, formalmente e sin da subito, ne chiederò l’affidamento al Comune di Trapani. Aggiungo che, oggi, avendo “dimenticato” l’occasione del Patto per il Sud, esistono importanti misure di finanziamento per la sua valorizzazione – anche in regime di progettualità a titolarità regionale / asse 6 – azioni 6.7.1 e 6.7.2 PO FESR, possibilmente nell’ottica di un Piano Integrato con il Comune che metta a sistema anche il Lazzaretto. In questo senso, qualora eletto, mi rendo da subito disponibile a collaborare, suggerendo alla Regione Siciliana, “proprietaria demaniale”, una progettualità di largo respiro nello scenario socio-politico-culturale EuroMediterraneo” (vedi stralcio prog / governo allegato)». 

 

Seguono  le proposte di Giacomo Tranchida per la valorizzazione della Colombaia.

 

 

 

Il progetto

 

Il progetto parte prima di tutto dal “rientro a casa” del bene. Dalla riappropriazione (anche in gestione) del monumento simbolo della città.

 

Esso mira alla “rigenerazione” in linea con la sua stessa storia, ma proiettata verso le esigenze e le necessità di sviluppo della città (sviluppo culturale e turistico prima di tutto).

 

Inoltre, intende trovare la sua sostenibilità finanziaria/economica a regime anche attraverso la partecipazione privata (le “sinergie”).

 

La Colombaia deve diventare un “contenitore” ibrido, un grande centro culturale del “Mediterraneo”:

–            Museo di se stessa, attraverso una esposizione di stampe e riproduzioni d’epoca e il racconto/descrizione dei “personaggi” che hanno avuto un ruolo nella sua storia (da Amilcare Barca alla regina Costanza);

–            Percorso museale e multimediale dedicato alle GUERRE PUNICHE (in particolare alla prima) e alla BATTAGLIA DI DREPANUM, realizzando anche lo spazio per ospitare la NAVE ROMANA rinvenuta a Marausa (oggi esposta a Marsala, tra mille polemiche). In modo tale da creare una sorta di sistema con il museo della battaglia delle Egadi ospitato alla Tonnara Florio  (65 mila visitatori nel 2017, con quasi 300 mila euro di incassi solo in 6 mesi/anno);

–            Le Suite della Regina Costanza: destinare un’ala del castello ad ospitare 5-6 “suite vista mare”;

–            Piccolo spazio food/beverage e corner/shop turistico, a servizio sia del museo sia delle Suite;

–            Sala congressi/auditorium destinato ad ospitare eventi pubblici e privati;

–            Piccolo molo con pontili per posti barca e vari servizi ad essi collegati.

 

 

Sostenibilità economica:

 

Al netto degli investimenti necessari per la realizzazione del progetto, a regime la Colombaia può “mantenersi in equilibrio finanziario” grazie a:

–  canoni di gestione versati dai privati per l’utilizzo di alcuni specifici spazi (le suite, l’area food/beverage e il corner/shop, i posti barca, l’affitto della sala congressi, etc.);

– introiti derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso (3 euro ad ingresso per 500.000 visitatori fanno 1 milione e mezzo).

 

NOTA BENE: le navi crociera già ad oggi possono ormeggiare (e in futuro anche sbarcare) presso la Colombaia. I croceristi potrebbero pertanto essere facilmente trasformati nei principali fruitori/visitatori del centro culturale.

 

EFFETTO MOLTIPLICATORE: la realizzazione di un centro con queste caratteristiche darebbe un enorme “quid” di visibilità e interesse verso la DESTINAZIONE TRAPANI, con tutte le ricadute positive del caso sulla città e sul territorio.

 

 

Collegamento con la terra ferma e con gli altri due monumenti: Lazzaretto e Villino Nasi

  

É evidente che il centro culturale dovrà essere collegato con la “terra ferma” in maniera stabile, attraverso un ponte o altre soluzioni (fino alla metà del 1900 la Colombaia era collegata con una sorta di seggiovia sospesa sul mare).

 

É altrettanto evidente che il progetto di rigenerazione complessivo dovrà interessare anche altri due “manufatti” simbolo di Trapani, adiacenti/prospicienti la Colombaia: il Lazzaretto e il Villino Nasi.

 

Circa il Villino Nasi è ipotizzabile la realizzazione di un’area attrezzata all’aperto, con un progetto di recupero per nulla invasivo. Si tratta solamente di esaltare e valorizzare l’esistente, attraverso la realizzazione di pedane attrezzate (anche per la balneazione), percorso nel verde e nella macchia tipica del giardino e percorso di visita del villino, dove allocare anche un punto ristoro. Uno spazio che potrà essere dato in gestione per quanto riguarda il punto ristoro e i servizi balneari, garantendo comunque la fruizione pubblica in determinati orari e periodi dell’anno. 

 

Il Lazzaretto invece può prevedere sviluppi diversi. Si può approfondire il progetto del TEATRO SUL MARE. C’è un progetto bellissimo elaborato pochi anni fa da una studentessa tedesca (Susanne Janssen).  Un progetto nato proprio alle caratteristiche del sito, un semicerchio, un anfiteatro naturale. Un teatro sul mare che potrebbe ospitare da 1500 a 3000 posti a sedere, risolvendo il problema cronico dell’assenza di un teatro a Trapani. Messo a sistema con la Colombaia, rappresenterebbe un UNICUM CULTURALE in tutto il Sud Europa. 

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