Alla luce delle numerose segnalazioni effettuate dai cittadini attraverso diverso canali, non ultimo Tvio, lo scorso 13 marzo, il consigliere comunale di Trapani, Nicolò Lamia, ha posto al sindaco Vito Damiano un’interrogazione relativa alle reiterate aggressioni verificatesi negli ultimi mesi nel centro storico di Trapani, sollecitando l’amministrazione comunale ad una «immediata ed efficace soluzione d’intervento», attraverso l’istituzione di un tavolo tecnico al quale si invitano a prendere parte il Prefetto, il Questore e il Comandante dell’Arma dei Carabinieri. In particolare si richiede l’istituzione e la programmazione di un piano per la sicurezza delle vie cittadine.

In sede di consiglio, Lamia ha sottolineato come gli episodi di violenza gratuita commessi da bande di giovanissimi ragazzi è diventato un fenomeno dilagante, tanto da costituire un problema che merita una seria attenzione da parte delle istituzioni. In particolare, il fenomeno delle baby gang coinvolge alcuni gruppi di minorenni che, si legge nell’interrogazione, «armati di catene scorrazzano per le vie cittadine, malmenando senza distinzione e senza motivazione, inermi ragazzi che incontrano per strada, producendo una sorta di psicosi tra gli stessi, e creando panico e disagio tra i malcapitati». L’ultimo episodio, cui fa riferimento il consigliere, è quello che abbiamo preso in esame in un recente articolo di cronaca, relativo all’aggressione subita sabato scorso, nei pressi della posta centrale, da un sedicenne. Lamia sottolinea anche che il problema delle baby gang e della dilagante microcriminalità è già stato sollevato più volte in sede amministrativa, senza che ciò abbia tuttavia condotto a soluzioni apprezzabili. Di contro si tratta di fenomeni che presentano, nel nostro territorio, una crescita esponenziale. «Sin dall’inizio dell’anno si è assistito ad una escalation di episodi criminosi – continua Lamia –  compresi i furti perpetrati ai danni dei commercianti, ed i cittadini vedono svanito il proprio senso di protezione da parte delle forza dell’ordine, che con gli organici ridotti operanti sul territorio, al momento, non possono far fronte all’ondata di delinquenza che si abbatte sugli ignari cittadini».

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