Tra le innumerevoli cifre divulgate quotidianamente riguardanti i positivi al Covid spiccano quelle relative non solo al crescendo di infetti ma anche quelle circa l’età dei coinvolti. Difatti nel trapanese nelle ultime ventiquattr’ore sono venuti alla luce dei dati preoccupanti: tra i contagiati vi è persino una piccola di soli 20 mesi.

Se durante la prima drastica ondata di febbraio/marzo, infatti, sembrava che le vittime con più probabilità di contrarre il virus fossero anziani o persone con patologie che ne pregiudicavano la salute indebolendo il sistema immunitario, ad oggi l’età dei “prescelti” si sta abbassando sempre più: si va dagli 84 anni, passando per soggetti sui 40/45 anni, per arrivare fino a bambini sotto ai 10 anni e infanti.

I dati ufficiali parlano chiaro: “Il Coronavirus ha raggiunto una giovane ragazza di 25 anni. Poi altre quattro donne di età compresa fra 84 e 48 anni e un uomo quarantottenne. Nella cittadina alcamese è stato chiuso per sanificazione l’ufficio igiene e sanità pubblica dell’ASP, in viale Europa: un funzionario di 52 anni è infatti risultato positivo. Gli ultimi dati hanno purtroppo fatto registrare anche il contagio di una piccolissima bimba alcamese di soli 20 mesi. Restano ancora positivi in città un bambino di 12 anni e la sorellina di 10. In ambito provinciale invece si supera quota 270. L’incremento più sostanzioso si è verificato a Castelvetrano, con 4 positivi in più rispetto al precedente bollettino. Poi casi singoli a Castellammare del Golfo, dove si tocca quota 9, Marsala, Mazara del Vallo ed Erice. Il capoluogo trapanese rimane invece con 54 positività attive, seguito da Salemi con 45 e quindi Alcamo. Il rapporto più alto fra abitanti e contagiati si conferma invece quello di Buseto Palizzolo dove c’è un positivo ogni 168 residenti”.

Rispetto ai dati precedenti dunque, che vedevano una media di 100 contagiati durante il picco massimo, siamo a livelli preoccupanti. Cifre allarmanti già di per sé, che denotano che il virus non ha assolutamente perso la sua aggressività, anzi.

La popolazione comincia a chiedersi se le misure previste dal Governo siano sufficienti a garantire la sicurezza sanitaria. Non si comprende come mai, ad esempio, nei primi mesi dell’anno vennero fermate tutte le attività mentre adesso non solo si sono riaperte le scuole – dove avrebbero potuto mettere in atto la didattica a distanza almeno fino ai primi di ottobre, come suggerito da più parti istituzionali – ma rimangono aperti anche locali, ristoranti, bar e cinema, tutti luoghi ove la distanza di sicurezza non viene sempre rispettata. Che il Governo tema ripercussioni economiche e di conseguenza politiche?

Certo, una parte di responsabilità risiede anche nei comportamenti scellerati dei cittadini stessi, che tendono a sottovalutare il fenomeno e a dimenticare l’uso della mascherina e delle procedure di auto-sanificazione soprattutto in luoghi pubblici. L’invito rimane quindi quello di non abbassare la guardia e continuare ad assumere comportamenti responsabili che tutelino tutte le fasce d’età, soprattutto se questo trend dovesse confermarsi.

M.S.

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