Amministrative 2017, Adesso tocca alla città decidere

Siamo alla stretta  finale della più assurda e per alcuni versi drammatica campagna elettorale che non solo Trapani, ma il Paese, abbia vissuto. Ai fatti più strettamente giudiziari si sono accompagnate nelle ultime ore le più disparate interpretazioni di leggi che sembravano dimenticate, norme contraddittorie tra ieri e oggi. Tra gli anni 60 ed il duemila. Andremo a votare ma aldilà del risultato potremmo non conoscerne le conclusioni. Tutto per obbedire alle “bizze” politiche di un signore al quale non va di perdere e, come è stato detto in questi giorni, ha deciso di portarsi a casa il pallone.

Quel signore, ex stimato primo cittadino ed anche ex deputato regionale, ancora oggi, ieri in verità, dalle colonne del Corriere Della Sera, il più grande giornale nazionale, intervistato dall’ottimo collega Felice Cavallaro, storico inviato in Sicilia del giornale, ha avuto ancora una volta modo di giustificare il suo comportamento dietro l’unica scusa del “massacro giornalistico” al quale sarebbe stato esposto. Ci sarebbe da chiedersi cosa c’entra questo con i contorsionismi posti in essere nelle varie fasi elettorali? La stampa, i giornali, non si sono fermati e non si fermeranno nel raccontare la cronaca dei suoi guai giudiziari, anche se ormai è estraneo alla elezioni. Semmai aggiungeranno altre critiche proprio per il suo comportamento elettorale, ed in questo giudizio  di condanna  sta convergendo una larga parte della cittadinanza, anche di chi sino a ieri sosteneva l’ex sindaco. Insomma un boomerang. Se poi tutto ciò non importa a Fazio nella logica “ o io o nessuno” è altro discorso che i cittadini potrebbero valutare anche con il voto di domenica.

E a proposito del voto inaspettatamente, almeno per qualcuno, si è avuta la presa di posizione del PSI trapanese di Nino Oddo. Responso chiaro: “noi non andiamo a votare, venga il commissario”. Ancora più chiara la seconda parte del comunicato stampa di Nino Oddo: “ il dialogo con il PD si riprende all’indomani”. E’ nello stile, ormai noto da tempo, di questo dirigente trapanese di agire in un modo e di lasciarsi sempre una porta aperta per poter riprendere e “chiedere pari opportunità”. Il suo significato è ben noto ai frequentatori della politica. Oggi però il dialogo non era con il PD. Per come si sono messe le cose il PSI, che pure era stato avversario del centro sinistra al primo turno preferendogli la destra, doveva decidere tra un Sindaco ed un commissario di governo con tutto quello che questo comporta in termini amministrativi. Ha fatto il suo ballottaggio interno e ha deciso: “preferisco  arrivi il commissario”. Ovviamente dall’altra parte sperano di poterlo smentire e la campagna elettorale per andare al voto è in pieno movimento. Aldilà del risultato si vedrà successivamente, ed in particolare in vista delle elezioni regionali di novembre, se il PD vorrà aprire quel dialogo che ad oggi appare chiuso.

Aldo Virzì

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