Una campagna elettorale che va avanti a colpi di teatro, con un copione scritto da qualcuno meritevole del premio Oscar. Una campagna elettorale che si distingue per la mancata indignazione di parte della città, che si distingue per i sotterfugi messi in atto da certa classe politica e da taluni candidati. Ultimo episodio oggi pomeriggio.

Vediamo da vicino. Il candidato sindaco Fazio, decide di ritirarsi ma non si ritira. Fa un appello a non votarlo che tutti, a cominciare dai suoi hanno letto al contrario: Votatemi perché se vinco mi dimetto, arriva il commissario ma non vince Savona. Non faccio vincere neanche D’Alì, il mio odiato nemico. Per questo non mi dimetto formalmente. E se qualcuno credeva ancora alle panzane di una conferenza stampa improvvisa e inattesa, quella di ieri, si legga il testo virgolettato di cosa pensa realmente il candidato Fazio rispondendo oggi ad una radio locale: “ se al ballottagio eletto, confermo le dimissioni……ammenochè non dovessi registrare ovviamente dei fatti nuovi. Quali per esempio l’eventuale archiviazione o quale, fosse, una presa d’atto da parte degli organi di stampa che trattasi di contestazione e che non trattasi di una sentenza di condanna”.

Insomma sarebbe il popolo ad assolverlo e non la magistratura che, come è noto, ha tempi più lunghi del 25 giugno per decidere; Fazio lo sa bene. Ad assolverlo dovrebbe essere la stampa che ha solo preso atto delle gravi incriminazioni di cui è oggetto, di quanto emerso dalle indagini. Fazio, insomma, vorrebbe continuare a tenere ostaggio, come ha fatto sino ad ora, una città. Infine da un segnale alla magistratura della quale, con le affermazioni che abbiamo riportato, non sembra nutrire il rispetto delle parole scritte in quel comunicato letto ieri che da questo momento è solo carta straccia. Si dimette da deputato, lo ha già fatto, e questo, a suo parere, e forse dei suoi legali, dovrebbe accontentare chi lo sta indagando!

Il candidato D’Alì. Esce clamorosamente sconfitto dalla competizione elettorale, ha ”perso” il suo potere sulla città di Trapani, forse certi amici potenti lo hanno abbandonato. Rischia di perdere anche in campo nazionale con Berlusconi che potrebbe non concedergli più alcuna chance  di recupero. Anche lui, secondo indiscrezioni non confermate, potrebbe tentare tenta la mossa del cavallo con l’indicazione indiretta ai suoi: votate Fazio, se vince si dimette, arriva il commissario prefettizio, rivotiamo magari a novembre, Fazio non ci sarà e io potrei prendermi la rivincita. Se vero o falso lo sapremo quando a fine settimana tornerà in città e radunerà i suoi.

Cinque stelle. I più incredibili visti i loro slogan. Hanno perso, sonoramente. I vari Grillo, Di Battista e &. calati a Trapani non sono serviti a nulla. Hanno dimostrato tutta la loro pochezza  culturale e programmatica. Non sanno accettare la sconfitta e di fronte a episodi imprevedibili ( l’annuncio di Fazio) si comportano come il più classico esponente della destra al quale si accodano buoni ultimi. Chiedono a Fazio le dimissioni per favorire di fatto la candidatura di D’Alì.  Insomma ricominciare una nuova competizione elettorale e se D’Ali, che qualche problema giudiziario lo ha, dovesse decidere di non accettare il ballottaggio toccherebbe al loro candidato. Il tutto, ovviamente, alla faccia della democrazia della quale si sciacquano la bocca. Tutto sarebbe valido per non far vincere l’unico candidato che, aldilà della sua individuale appartenenza politica, ha combattuto lealmente, senza scheletri nell’armadio; la città lo ha riconosciuto come persona elevata moralmente e capace di poter fare iniziare la rinascita a questa città. Complimenti ai grillini!

Pare comunque che Savona non sia sia fatto intimidire da questi scenari e che insieme al suo staff,  sia già in piena mobilitazione per convincere anche quelli che non l’hanno votato al primo turno, perchè sbagliare una seconda volta potrebbe essere tragico per Trapani. Per questo hanno lanciato l’invito ad andare a votare per sconfiggere bari e bugiardi.

VAB

 

 

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