Amministrative 2017. La clessidra batte il colpo e les jeux sont faits. È scaduto ieri  il termine ultimo per la presentazione delle liste dei candidati ai consigli comunali di Trapani e di Erice. In corsa per la poltrona di Primo Cittadino, i candidati sindaco dei due comuni hanno dato i numeri e depositato le liste a loro sostegno: 13 a Trapani, 19 ad Erice. Il testimone passa adesso alla squadra assessoriale.

Ad Erice:

Daniela Toscano, piddina, 6 liste: “Insieme con Giacomo Tranchida per Erice”, “Cives”, “Cittadini per Erice”, “ Erice che Vogliamo”, “Toscano Sindaco”, la lista del PD. Designati 3 dei 4 assessori che faranno parte della Giunta: Gianrosario Simonte, segretario del PD ad Erice, Gianni Mauro, portavoce del movimento “Erice che Vogliamo”, Armando Stinco, avvocato e rappresentante delle liste “Cives” e “Cittadini per Erice”. Daniela Virgilio, di “Area Attiva”, col benestare del Presidente della Regione Rosario Crocetta, 3 liste: “ Area Attiva”, “ Giovani per Erice”, “ Erice progetto Europa”. Assessori indicati: Salvatore Daidone e Simone Dolo. Cettina Montalto, del movimento “Nati Liberi”, 1 lista. Assessori indicati: Alfonso Passalacqua, Paola Stabile e Valeria Andaloro. Maurizio Sinatra, del movimento “Alleanza civica per Erice”, 2 liste: “Alleanza civica per Erice” e “Sicilia Futura”. Assessori indicati: Giovanni De Santis, consigliere delegato per il Luglio Musicale Trapanese, e Gianfranco Sernesi, ex consigliere comunale di Erice. Maurizio Oddo, del M5S, 1 lista pentastellata. Assessori indicati:  Cristian Salone e Daniela Abita. Luigi Nacci, del PSI, 6 liste: PSI, “Forza Italia”, “Erice per l’Università”, “Sicilia Democratica”, “Svolta Democratica”, “Alternativa per Erice”. Assessori indicati: Massimo Zaccarini, portavoce provinciale dei socialisti, e Maria Cristina Fontana, professoressa e nipote dell’ex capo ufficio tecnico del comune di Erice.

A Trapani:

Antonio D’Alì, forzista, 3 liste: “Forza Italia”, PSI, “Per la Grande Città”. Assessori indicati: Peppe Poma, fidato collaboratore del senatore, già con lui al governo della Provincia regionale di Trapani; Peppe Laudicina, ingegnere ed esperto di sistemi idrici, fratello di Nino Laudicina ex sindaco di Trapani; Vita Barbera, segretario provinciale del PSI. Mimmo Fazio, 5 liste: “Uniti per il Futuro”, “Fazio Sindaco”, “Progetto per Trapani”, “Io Ci Sono” e “Udc-Trapani tua”. Assessori indicati: Anne Marie Collart Morace, direttore generale del Trapani Calcio e moglie di Vittorio Morace, presidente della società granata, l’onorevole Mimmo Turano e la dirigente scolastica Margherita Ciotta. Giuseppe Marascia, del movimento “Città a misura d’uomo”, 1 lista. Assessori indicati: il senatore Fabrizio Bocchino, Anna Maria Campo e l’architetto Roberto Rao. Marcello Maltese, del M5S, 1 lista, tre assessori: Elena Chiarelli, imprenditrice, il maestro Vincenzo Marrone D’Alberti e Gioacchino Incammisa, commercialista. Pietro Savona, del PD, 3 liste: PD, “Trapani Svegliati”, “Cittadini per Trapani”. Assessori indicati:  Ninni Polizzi, ingegnere chimico per il ramo “Rifiuti ed Ambiente”, Carlo Foderà, architetto ed esperto di urbanistica delegato alle “Frazioni”, Ignazia Bartholini, ricercatrice e professore associato di Sociologia generale presso l’Università di Palermo che sarà delegata alle “Politiche Sociali”.

 

Come di consueto, a meno da un mese dalle amministrative si intensifica la pioggia di nomi e personaggi che scroscia sul paesaggio urbano. Dai gloriosi cartelloni che invadono il traffico, ai santini (dis)seminati per strada, ai repentini cambi di camicia, alle performance retoriche, tributo alle più elevate espressioni cinematografiche della commedia all’italiana, fino ad arrivare al più variegato e originale confronto voluto e dibattuto sul web secondo un magistrale stile denigratorio tipico della popolare filosofia de “il fine giustifica i mezzi”, tutto si gioca in trincea. Botta e risposta, voci di corridoio, ricami mediatici, preannunciate querele e scoperchiati vasi di Pandora. Non manca, di certo, chi ai riflettori e alle provocazioni ha preferito un elegante silenzio stampa, chi si è gettato nel calderone per ingenua incoscienza o per dare un volto all’impegno concreto profuso negli anni in tempi non sospetti. A ben guardare c’è addirittura anche chi crede, ahi, la fede!, che le cose possano cambiare, che la politica possa essere ripulita così come una piazza o un campo di atletica. Mosche bianche, o pesci piccoli, a seconda della prospettiva. E se da un lato c’è chi stringe armistizi per recuperare «occasioni perdute» o per «superare dicotomie oggi anacronistiche», o ancora per ricucire un filo diretto con i cittadini, dall’altro lato della medaglia ci si scanna per la potestà di eventi e progetti. Poco importa se si tratta di incontri locali, di eventi sportivi, di una segnalazione all’URP del Presidio Ospedaliero, o di progetti le cui radici, magari, affondano nei lontani anni ’80 e in contesti sovra-nazionali. Il principio è sempre lo stesso: ottenere la vetrina e chiederne i diritti d’autore.

Si entra così nel vivo di una campagna elettorale esplosiva, senza metafora, si intende. Po(si)zioni  che incendiano non solo gli animi di chi di politica è intriso, di chi vi ha le mani in pasta o di chi, con certosina cura, amministra una ricetta che pregusta di servirsi su un piatto d’argento. Una «nuova primavera» per Trapani ed Erice, presagio di un sole pieno che porta con sé le impronte di un eterno, ciclico, passato carnevalesco. “Corsi e ricorsi storici”, ci si scrolla di dosso la coltre invernale e si attende la grazia per un futuro insabbiato. Intanto si comincia l’appello. Assessori, consiglieri e sindaci, tutti ci mettono la faccia, in adunata davanti all’elettorato sovr-ano. E i cittadini? Dove devono metterla loro la faccia? Da un recente sondaggio condotto dall’Associazione Culturale Nunzio Nasi di Trapani è emerso che gran parte dell’elettorato dei comuni di Trapani e di Erice nutre, nei migliori dei casi, un totale disinteresse nei confronti della politica. Dai dati raccolti si evince una generalizzata sfiducia che assume a tratti connotati ironici di pirandelliana memoria. Ma cosa chiedono, in buona sostanza questi cittadini?

L A V O R O

È forse questa la vera sfida faraonica per le future amministrazioni. Un sogno che la scienza politica potrebbe realizzare? Certo, per farlo servono progettazione  e pianificazione. Eppure qualcuno ammonisce: «La scienza manipola le cose e rinuncia ad abitarle» (M. Merleau-Ponty, L’œil et l’esprit, 1964).

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