Era nelle cose che l’esternazione del Sindaco Tranchida con l’indicazione ai suoi uffici di esaminare ed approfondire il ruolo dell’ex direttore generale ed ex presidente ATM Salvatore Barone, dallo stesso Tranchida nominato fiduciariamente a quel delicato incarico, scatenasse le opposizioni “più vivaci” a chiedere il conto politico allo stesso Sindaco. Ed è un paradosso che le pesanti critiche arrivano da chi in campagna elettorale ha sostenuto l’elezione di Tranchida costretto successivamente a conoscerne caratteri e metodi gestionali.

E’ infatti la consigliera Anna Garuccio per prima a rivolgersi al Sindaco, usa un linguaggio irridente, una provocazione, una sfida. Chiede infatti la Garuccio rivolta a Tranchida: “di dare mandato all’Ufficio Legale dell’Ente Comunale di valutare la possibilità che la Città di Trapani si presenti come parte civile a difesa dell’immagine della città e soprattutto dei cittadini Trapanesi. 

Si ricorda che tale azione amministrativa non risulta nuova, essendo stata voluta più volte dallo stesso sindaco Giacomo Tranchida nei confronti dell’Operazione Scrigno e dei più recenti accaduti ad Alcamo quando il Comune gioco’ di anticipo costituendosi parte civile nel procedimento contro i responsabili del laboratorio di analisi  che eseguivano test anti-Covid taroccati. Il Sindaco si assuma le proprie responsabilità dinanzi alla cittadinanza, fermo restando la presunzione di innocenza, considerando e visto i verbali di ATM che:  ⁃ in data 15 novembre 2019 il Sindaco di Trapani nomina AMMINISTRATORE UNICO della Trapani Servizi il Signor Barone avente già ruolo di Direttore Generale, in barba ad eventuali incompatibilità segnate dalla contemporanea funzione di Controllore e controllato;  ⁃ in data 30 gennaio 2020 il Socio Unico, ovvero il Comune di Trapani rappresentato dal Sindaco Tranchida NOMINA nuovamente il Signor Barone nella qualità questa volta di Presidente del Consiglio di Amministrazione  su base fiduciaria e nella stessa occasione nomina le figure del nuovo consiglio di amministrazione”. Il punto è sempre quello: la nomina di Barone a quegli incarichi è stata una scelta personale del Sindaco. Da aggiungere che la Garuccio, dimentica di aggiungere che Tranchida non si è costituito Parte Civile contro l’ex Sindaco Girolamo Fazio come richiesto da più parti.

Ancora più deciso il giovane consigliere Giuseppe Lipari: “ «Non si può tacere davanti a tanta spregiudicatezza del sindaco di Trapani, che da un lato da mandato di IMPEDIRE politicamente ogni approfondimento sulle indagini della procura di Trapani dello scorso mese di luglio riguardanti la gestione del servizio idrico comunale, e dall’altro, come se avesse “il carbone bagnato”, si preoccupa di disporre fantomatici accertamenti su quanto compiuto dall’ex Direttore Generale ed Amministratore Unico di ATM, oggi accusato di associazione mafiosa”. E continua: “«Ogni approfondimento a vantaggio della legalità e della trasparenza è sicuramente ben gradito anche se dalle prime indiscrezioni l’indagine su Barone escluderebbe qualunque coinvolgimento di qualsiasi tipo dell’ATM.

Tuttavia fa riflettere come lo stesso Tranchida sia stato insensibile rispetto alle indagini della Procura di Trapani che hanno coinvolto lo scorso mese di luglio ben 7 dipendenti comunali del servizio idrico accusati di non effettuare gli adeguati controlli sui privati che prelevano acqua dai pozzi comunali. Che si tratti di un’Amministrazione dell’Antimafia e della Legalità a giorni alterni, o peggio a convenienza?! Chissà se gli stessi consiglieri che io ho definito “omertosi” per non voler fare chiarezza sulla “vicenda del servizio idrico” si mostrino ora paladini della legalità e della trasparenza”.

Come era logico aspettarsi non poteva mancare la replica del Sindaco a Lipari, replica in stile e con i soliti insulti finali. Eccola: “L’ennesima e vergognosa insinuazione del Cons Lipari circa azioni che questa AC avrebbe posto in essere per impedirgli di svolgere il proprio mandato, anche ispettivo , peraltro su una vicenda giudiziaria in fieri, ma maturatasi temporalmente in periodi antecedenti all’insediamento di questa AC (presunta responsabilità di personale comunale in servizio nella gestione dell’approvvigionamento idrico di privati e non dal serbatoio di via Clemente) la dice tutta sul maldestro e squallido tentativo del soggetto di coinvolgere in responsabilità politica questa Amministrazione.

Bene ho fatto a metterlo alla porta – non girevole anche per il futuro – della maggioranza politica che mi sostiene. Aggiungo che di certo lezione di legalità non le prendo dal soggetto in questione, altresì , che è comunque mio dovere di Sindaco – venuto a conoscenza dalla stampa di una operazione antimafia che interessa anche un ex alto dirigente di una partecipata del comune, avviare debiti approfondimenti ricognitivi, tanto al netto della presunzione  costituzionale d’innocenza”.

                                                                  A.V.

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