L’immotivata chiusura sino al 15 luglio dell’aeroporto di Trapani-Birgi ha sorpreso sia le forze politiche che quelle economiche della provincia. La motivazione della ministra De Micheli, che ha firmato il decreto di concerto con il ministro della salute Speranza sarebbe legata alla necessità di contenere il ”diffondersi dell’emergenza epidemiologica da Covid19 e di tutelare la salute dell’utenza e dei lavoratori”. Potrebbe sembrare una giusta motivazione se gli aeroporti costretti al rinvio fossero quelli per i quali esiste ancora una fase di attenzione, inspiegabile che tale motivazione si possa applicare ad aeroporti come quelli di Trapani e Comiso essendo ampiamente noto che in Sicilia, e particolarmente nella nostra zona, per fortuna il Covid19 ha avuto una incidenza minore.

I primi a prendere posizione ufficiale sono i dirigenti provinciali di articolo uno di Trapani. Lo fanno con una lettera aperta indirizzata ai due ministri interessati De Micheli e Speranza, soprattutto a quest’ultimo che, come è noto, è dirigente nazionale proprio di articolo uno. Scrive il coordinatore provinciale Antonio Gandolfo: “Abbiamo appreso con stupore e forte contrarietà la decisione di procedere alla chiusura per un intero mese fino al 15 luglio di diversi aeroporti, tra i quali viene inserito quello di Birgi, una infrastruttura di importanza vitale che serve un’area di forte richiamo turistico e le necessità alla mobilità di numerosi residenti. La motivazione viene espressamente fondata nella necessità di contenere e prevenire la diffusione del virus covid-19. Non sfugge l’importanza della salvaguardia della salute pubblica in questa fase, pure in evidente remissione, di emergenza sanitaria che vede la Regione Sicilia avvalersi di protocolli di tracciabilità rigorosi per l’ingresso sul territorio siciliano.

Tuttavia appare del tutto singolare che Trapani e la sua provincia, primi in Italia ad uscire dalla pandemia, siano collocati tra coloro che devono ancora subire misure straordinarie di contenimento, mentre altri aeroporti come Bergamo, epicentro di una tragedia sanitaria con migliaia di contagi e di morti, sia ritenuta meritevole di continuare ad operare regolarmente. È questa una distorsione evidente che tradisce una valutazione non adeguata della situazione sul campo e che peraltro ottiene il risultato immediato di colpire duramente le legittime aspettative di ripresa delle attività aeroportuali. Una decisione che, unitamente a quella adottata da Alitalia di abbandonare l’aeroporto di Birgi, affossa forse definitivamente le speranza di una ripartenza in questo momento della stagione che dovrebbe aprire le porte al turismo. Tutto il territorio trapanese è in questo momento nello stato di estrema difficoltà economica e sociale, già presente prima della emergenza sanitaria, adesso con ulteriore aggravamento per la chiusura di tutte le attività commerciali turistiche, che ha messo in ginocchio la debole economia locale. Non è accettabile che nella fase della necessaria ripresa, alla quale sono stati dedicati i recenti provvedimenti governativi, si proceda alla chiusura dell’aeroporto di Birgi con un impatto devastante sulle prospettive di rinascita. ARTICOLO UNO chiede con forza che i ministri Paola de Micheli e Roberto Speranza procedano alla rivalutazione dei presupposti e gli elementi di giudizio a base del decreto, per consentire la regolare operatività dell’aeroporto di Birgi posto a servizio del territorio trapanese”.

                                                                                                    A.V.

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