Riceviamo e pubblichiamo:  “  Lo scontro insorto tra l’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Occidentale e i rappresentanti delle organizzazioni di terzo settore, promotori della diffida legale a non procedere al riversamento dei fanghi inquinati, nel tratto di costa prospicente il golfo di Custonaci, ha posto sotto i riflettori un aspetto determinante dei lavori di scavo dei fondali del porto di Trapani.

Come annunciato dal Presidente Monti, la programmazione degli interventi necessari per rendere il porto trapanese capace di accogliere le grandi navi da crociera , con una spesa prevista di oltre 67 milioni di euro finanziati a valere del PNRR, ha una valenza di bonifica ambientale, avuto riguardo alla rimozione dei sedimenti che presentano contaminazione di sostanze inquinanti.

L’opera di dragaggio del fondale portuale è di grande rilievo sia per l’entità dell’impegno finanziario da sostenere, che per la quantità dei volumi di materiale da rimuovere, e per il delicato lavoro di caratterizzazione dei sedimenti che verranno instradati alla loro differente destinazione finale.

Le legittime osservazioni e i timori che la scelta del sito di immersione dei fanghi, posto in zona prospiciente la riserva naturale orientata di Monte Cofano e con l’ambito territoriale protetto di Rete Natura 2000, comprendente le zone speciali di conservazione del golfo di Custonaci, di San Vito Lo Capo e dello Zingaro, possa costituire un pesante danno ambientale, sono state rigettate come cattiva informazione dall’ente e si è ventilata l’ipotesi di ricorrere all’autorità giudiziaria per danni.

Sarebbe inaccettabile se, proprio in questa fase di massima attenzione da parte della opinione pubblica sul tema della sostenibilità ambientale e dell’utilizzo da parte del governo dei fondi europei affidati al nostro paese per la transizione ecologica, si dovesse decidere di impiegare i fondi pubblici senza tenere in debito conto il patrimonio ambientale del nostro territorio.

Articolo Uno, al fine di dare avvio ad un percorso democratico e trasparente per la realizzazione consapevole e rigorosa della opera pubblica di fondamentale importanza per la città di Trapani, avanza la proposta di organizzare tempestivamente una conferenza di servizi tra Regione, enti locali direttamente coinvolti, Autorità di Sistema e organizzazioni portatrici degli interessi ambientali e territoriali. Soltanto il confronto politico e tecnico, nel merito del progetto contestato, potrà evidenziare le criticità ambientali e definire le migliori soluzioni condivise, per la definitiva risoluzione.