Quanto era stato da questo giornale ampiamente previsto adesso è ufficiale: il caso ATM si concluderà in un’aula di tribunale. E c’è un accusato: Giacomo Tranchida, nella qualità di Sindaco di Trapani; c’è un accusatore: l’avv. Massimo Zaccarini, già (forse) componente il consiglio di amministrazione ATM. L’accusa nei confronti del Sindaco è pesante: diffamazione aggravata e calunnia. Una denunzia, presentata questa mattina in procura, molto circostanziata dei fatti elencati per i quali Zaccarini chiede alla Procura di indagare. 

Con un comunicato il penalista specifica e motiva. Scrive infatti Zaccarini: “ In relazione alle gravissime e totalmente infondate affermazioni del Sindaco di Trapani rag. Giacomo Tranchida profferite nel corso della seduta Consiliare del 26.01.2021 avente ad oggetto le vicende di ATM, in particolare con riferimento alla ipotizzata distruzione di documenti e pulizia all’interno di ATM che si fa quando si attendono ospiti e con esplicito richiamo alla vicenda giudiziaria del Dr. Salvatore Barone, comunico di avere, con esposto denuncia, interessato la locale Procura della Repubblica per l’accertamento dei fatti oggetto di esternazione. La fiducia che da sempre ripongo nella Magistratura che punteggia in modo inequivoco il mio curriculum professionale mi consente di attendere in totale serenità l’esito delle indagini”, la conclusione: “Resta del tutto evidente che l’accertamento di eventuali responsabilità o l’assenza di esse determineranno le dovute conseguenze per gli attori della vicenda nel suo complesso”.

Si capiscono dalla lettura del comunicato stampa due cose: la prima riguarda lo “strano” inizio della relazione di Tranchida in consiglio, quell’invito preventivo al Presidente di trasmettere verbali e registrazione della seduta alla Magistratura. Una richiesta irrituale, ma Tranchida già aveva deciso, quasi un avvertimento, su chi indirizzare i suoi strali, chi doveva essere la sua vittima; appunto Zaccarini, unico, ad avere avuto, almeno nella probabile lettura del Sindaco, interesse a distruggere carte “quando si attendono ospiti”, cioè gli inquirenti che indagavano sul suo assistito Barone. Però, è arcinoto, e tutti gli organi d’informazione l’hanno scritto, che gli investigatori non si sono occupati dell’attività in ATM di Barone, da Tranchida nominato fiduciariamente addirittura Amministratore. Ma qualcuno – si fa il nome di impiegati amici di un amministratore del comune – parrebbe abbia avvisato lo stesso amministratore  e successivamente il Sindaco di qualcosa di “losco”, appunto la “distruzione di documenti”. Un episodio del quale già si mormorava e che riguarderebbe due componenti il CdA dell’ATM (non Zaccarini), ma che non avrebbe avuto nulla di illegale, tra l’altro non nascosto. Tranchida ha voluto dare la sua lettura, ha dato per certi i fatti e le motivazioni; doveva attendersi la querela che lo mette sotto accusa e per la quale dovrà difendersi.

Sembra che la querela, scontata, di Zaccarini non sarà la sola. In arrivo dovrebbe esserci altra querela per lo stesso motivo da parte della consigliera di amministrazione dell’ATM Annarita Carpinteri; non dimissionaria come Zaccarini, e quindi secondo l’opinione/certezza del consigliere comunale Ferrante espressa in aula, ma sembra degli stessi protagonisti,  ancora in carica. Tranchida ha dato in consiglio un’altra lettura, a suo avviso le “strane” dimissioni di Murana e Sabrina Giudici avrebbero automaticamente fatto decadere tutto il Cda. Anche questo è un episodio che avrà un epilogo in tribunale, ma in sede civile.

 Il Sindaco Tranchida in un comunicato sempre argomento ATM, in risposta al consigliere Lipari così concludeva:” La fermata di Via XXX Gennaio rimane fissa. Buon viaggio!”. Pare che qualcuno abbia rivolto al Sindaco lo stesso augurio.

                                                                                  Aldo Virzì