Un copione che si ripete, basta muovere qualche critica al suo operato che Giacomo Tranchida, professione acquisita Sindaco di Trapani, dopo esserlo stato di Valderice ed Erice, mette mano… alla minaccia di querele. Il copione ha anche un’altra variante, riguarda i giornalisti: li sfida a candidarsi! Quanto queste minacce possano o abbiano sortito qualche effetto è da dimostrare. Sulla “intimazione” ai giornalisti a candidarsi, solo derisione.

L’ultimo “mascariamento”, altro termine in voga del Sindaco Tranchida, riguarda il concorso per la nomina del Direttore Generale dell’ATM – la partecipata del comune che si occupa dei trasporti urbani – vinto dall’ing. La Rocca. Sappiamo che la sua nomina è stata “contestata” dall’interno del consiglio di amministrazione, ed infatti due dei cinque consiglieri hanno votato contro; insomma, una risicata maggioranza ha permesso a La Rocca di reinsediarsi in un ruolo che già aveva ricoperto ma con incarico a termine. I voti contrari erano arrivati dall’avv. Sabrina Giudici e dal commercialista Francesco Murana, vicepresidente del CdA; in particolare i due contrari solo da poco erano entrati a far parte del nuovo consiglio di amministrazione in rappresentanza dei comuni di Erice, Paceco e Favignana. L’ingresso dei comuni vicini territorialmente al capoluogo con i loro rappresentanti sono stati voluti fortemente da Tranchida nell’ottica di una espansione del territorio di interesse dell’ATM. Una decisione contestata dalle opposizioni nei consigli comunali interessati.

I giornali hanno raccontato di questi fatti. Qualche giornale, ad esempio il nostro, ha anche reso pubblica la richiesta di un sindacato autonomo, “Soggetto giuridico”, della richiesta di accesso agli atti del concorso “ al fine di verificare la corretta ammissione di valutazione dei candidati e degli esclusi”. Nessuna accusa specifica, ma solo il potere di vigilanza che la legge assegna a chiunque, se portatore di interesse diffuso quale sono i sindacati. Dall’ATM venne data una risposta negativa citando l’inesistenza di “presunte irregolarità procedurali” di cui nessuno aveva fatto cenno. Alla fine gli atti sono stati consegnati al sindacato che, ci risulta, li sta esaminando con l’ausilio di un legale.

Questi i fatti, quelli noti, che hanno originato la durissima presa di posizione del Sindaco con la rituale minaccia del ricorso alle vie legali  per tutti e con l’aggiunta che lui “ prova repulsione nel sentire parlare di <putia> Atm o di altre partecipate”. Sicuramente prova la stessa repulsione per l’ipotizzata, dagli inquirenti, <putia> elettorale che ci sarebbe stata a Erice nelle amministrative  del 2017, con Tranchida sindaco uscente candidato consigliere comunale e soprattutto capo politico assoluto della coalizione che ha vinto le elezioni; ma anche dell’ipotizzata <putia>, forse in tono minore, che le stesse indagini conducono alle elezioni amministrative di Trapani, nelle quali Tranchida era candidato sindaco. Ovviamente non si può che essere d’accordo con chi prova repulsione per queste <putie>; per questo non si capisce il motivo che spinge il Sindaco a prendersela anche con la stampa. Chieda ai due consiglieri del CdA, gli unici che hanno sicuramente fatto osservazioni di merito in quel concorso, se hanno intravisto qualcosa di non chiaro. Non sappiamo se è rivolta a loro la parte finale del comunicato stampa di Tranchida, un vero e proprio avvertimento, scritto con il solito tono, distante anni luce dal ruolo istituzionale a cui sarebbe tenuto: “Chi pensa di giocare con la mia fiducia o di farsi i fatti suoi alle mie spalle, ha una sola possibilità: fare il biglietto di sola e breve andata, anche perché al ritorno non gli lascerò nemmeno lo spazio di distanza interpersonale. Nessuna riserva di caccia indiana, politica, sindacale, ancor meno di altro. La fermata di Via XXX Gennaio rimane fissa. Buon viaggio!”.  Questo il linguaggio minaccioso per nulla istituzionale del Sindaco di una città che ebbe un passato prestigioso.

                                                                                      Aldo Virzì             

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