Frastornato, ancora incredulo per quanto fatto. Un sorriso che scava due fossette profonde, dettate dall’intensità delle emozioni provate in queste ultime ore. Forse sa già che la sua vita, in un modo o nell’altro, sta già per cambiare: Benvenuto Lantillo , cantautore e cantante trapanese, lo scorso 28 Ottobre a Milano si è aggiudicato l’importante “Premio Donida”, giunto alla sua ottava edizione. Nato in memoria dell’autore Carlo Donida Labati, che ha scritto brani come “La compagnia”, “Le colline sono in fiore”, “Vecchio scarpone”, il riconoscimento ha permesso al 25enne trapanese di aggiudicarsi un contratto editoriale con la Universal.

Il brano, dal titolo “Solo quando vorrai (Il Condizionatore)”, inoltre sarà prodotto da Universal per novanta giorni con tanto di ufficio stampa e promozione da parte della stessa azienda discografica. «Esperienza meravigliosa, era la prima che vi partecipavo ed è anche la prima volta che vinco un riconoscimento in ambito canoro, avendone fatti in precedenza di altri. Quest’anno ho fatto diversi concorsi in finale in diversi contesti del panorama nazionale, tra cui “Genova per voi”, “L’AUTORE – il mestiere della musica” dell’edizione Curci”».

Com’è nata l’idea di partecipare a questa manifestazione?

«Innanzitutto per un discorso di prestigio, poi perché questa passione per la musica la voglio portare avanti. Il mio lavoro attualmente è un altro: faccio il fornaio con la mia famiglia anche se la mia predisposizione è quella di lavorare nella musica, perché ho qualcosa da dire».

L’obiettivo del premio è quello di individuare un giovane compositore in grado di distinguersi per qualità, ricerca e originalità dell’opera. Benny, così conosciuto da tutti, ci è riuscito appieno con il suo prodotto: «Un brano scritto da me dal titolo “Solo quando vorrai (Il condizionatore)” che ha stupito i giurati che contava nomi noti, tra cui Depsa, noto autore televisivo, Laura Valente, ex Matia Bazar e  Klaus Bonoldi, editore musicale della Universal, il presidente di All Music Italia. Un contesto ampio, di professionisti e averli impressionati così tanto da godere di un certo vantaggio sugli altri concorrenti, per me è motivo di orgoglio».

Di cosa parla il brano?

«Quando scrivo cerco di staccarmi da tutti gli altri perché voglio dirla a modo mio, cercando di scrivere nella maniera più originale possibile. Questa melodia, composta da me stesso un paio di anni fa, non volevo sprecarla con un testo banale, per cui ho voluto parlare dell’amore ma vista attraverso gli occhi di un oggetto inanimato, come il condizionatore. Si vive una favola, una dichiarazione d’amore che il condizionatore fa ad una ragazza che sta dormendo e che soffre il caldo. Lui le porterà conforto, passione, vento e sollievo. L’amore più spassionato quindi visto da un articolo inerme».

E’ la prima canzone che componi?

«No, ne ho già scritte altre. Sto lavorando, insieme ad un produttore, e sfruttare il contratto con la Universal per pubblicare un disco. I prossimi progetti saranno senz’altro questi, oltre a partecipare ad altri concorsi, di cui però non voglio parlare per scaramanzia (ride, ndr)».

Il primo pensiero, dopo la proclamazione di vincitore assoluto del “Premio Donida”, non può che essere agli affetti: «Io parto realmente dal basso. Faccio il mestiere più bello del mondo, quello del fornaio, però questa passione della musica vorrei che mi portasse a lavorarci da dentro. E’ ovvio che il primo pensiero sia andato a mio papà, alla mia mamma, rimasta sveglia tutta la notte nonostante non stesse bene, alla mia fidanzata e a mia sorella, in quel momento con me, che ha perso la voce per i due giorni successivi».

Come stai vivendo i giorni successivi a questo primo grande tuo traguardo?

«Il disco è nella mia testa già da parecchio tempo e avere la possibilità di produrlo con la Universal, la più grande casa discografica italiana e che investe maggiormente sulle nuove leve, non può che essere un punto a mio favore. I brani ci sono, basta mettere a posto le idee: avere un contratto come questo significherà scrivere anche per artisti più importanti».

Hai già avuto modo di confrontarti con artisti affermati?

«Ancora non sono riuscito a piazzare alcun mio brano ma perché sto cominciando adesso, però sì. Negli anni in cui ho studiato al Cet di Mogol ho conosciuto Simone Cristicchi, Arisa, Giuseppe Anastasi, Cheope (il figlio), Federica Abbate. Al “Genova per Voi” mi sono confrontato Emanuele Dabbono, autore di Tiziano Ferro, alla “Curci” ho conosciuto Alberto Salerno riscontrando diversi apprezzamenti e ciò mi fa piacere».

Nella sua semplicità, Benny risulta essere una voce fuori dal coro in un contesto, quello musicale, fatto perlopiù di partecipazioni agli innumerevoli talent show che il mondo dello spettacolo oggi impone: «Ad onor del vero, quando ho iniziato a muovere i primi passi nella musica, ho provato la strada dei talent un paio di volte, non lo nascondo. Successivamente ho capito come andava e con la musica ha poco a che vedere. Se si hanno le spalle ben coperte si può arrivare ovunque, in caso contrario, con tutti i meriti propri, si rischia di diventare carne da macello. La strada migliore per me è questa: passare per altre strade, fare la gavetta, anche perché il cantautorato in Tv non è molto seguito».

La voglia e la passione non mancano a Benny, basta che si tratti di musica, in tutte le sue declinazioni: «Qualsiasi ruolo possa assumere, il sogno resta di lavorare nella musica, anche da autore. A me piace cantare, stare davanti e lavorerò affinché ciò avvenga sognando il palco dell’Ariston di Sanremo, non disdegnando però affatto altri ruoli. Con chi mi piacerebbe collaborare? Ermal Meta è uno di quelli che ultimamente mi ha preso tanto anche se i miei punti di riferimento sono altri come Max Gazzè, Arisa, Cesare Cremonini. La volontà è anche quella di collaborare con altri autori della Universal, che possano spalancarmi nuovi scenari».

Per seguire Benny, basta lasciare un like sulla sua pagina Facebook: https://www.facebook.com/benvenutolantillo/

 

Leave a Reply

Your email address will not be published.