rancesco Salone, consigliere comunale e presidente della II commissione lavori pubblici del Comune, in un’interrogazione ha chiesto un intervento tecnico per la messa in sicurezza dell’arco di accesso al Borgo Livio Bassi di Ummari, e lavori urgenti perché al più presto possano essere resi fruibili i locali della chiesa.

Nella stessa interrogazione Salone chiede all’amministrazione comunale se esiste presso gli uffici comunali un progetto di recupero e fruizione del Borgo Livio Bassi di Ummari e se non sia il caso di predisporne uno «sulla base delle linee di intervento dei programmi dell’Unione Europea – FESR agenda 2014/2020, specificatamente dedicati allo sviluppo delle aree rurali che possa coinvolgere e mettere in relazione l’agglomerato urbanistico della frazione di Ummari, le attività agricole dell’intorno e l’economia turistica legata alla fruizione delle aree rurali».

Nelle scorse settimane proprio una segnalazione del consigliere Salone che rilevava gravi carenze strutturali del Borgo di proprietà del comune, ed in particolare della “Chiesa Gesù Giuseppe e Maria”, aveva portato ad un sopralluogo ed alla successiva interdizione dell’accesso al Borgo. «Prima di tutto la sicurezza – suggerisce Salone -, il rischio accertato di possibili cedimenti strutturali era ormai troppo elevato. Non era ormai non più rinviabile prendere la decisione di chiudere il Borgo. La circostanza, tuttavia, consente di accendere una luce di attenzione su un bene pubblico di rilevanza storica, architettonica, culturale e paesaggistica, rappresentando il nucleo un esempio tipico dei borghi rurali costruiti tra gli anni ’30 e ’40 del secolo scorso».

«Spero – conclude Salone – che già in quest’ultimo scorcio di consiliatura l’amministrazione possa quanto meno predisporre un progetto urgente di consolidamento e messa in sicurezza, ove ciò non fosse possibile sarà certamente mio personale impegno lavorare in un prossimo futuro, se ciò sarà possibile, perché Borgo Bassi possa essere restituito anche ad una fruizione sociale a servizio della frazione di Ummari. È un impegno che ritengo imperativo dover prendere anche per dare seguito all’azione già avviata, che ripeto, per la sicurezza di tutti era indispensabile».

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