Bugie e……………altro ancora

Di anni di vita ormai ne abbiamo tanti, abbiamo iniziato ad esercitare la professione del giornalista da oltre 50 anni, i più belli in un grande giornale, “L’Ora” di Palermo, un giornale che aveva come primo scopo combattere la mafia. I mafiosi li abbiamo visti, ne abbiamo conosciuto l’arroganza. Insomma ne abbiamo viste tante.  Ma ancora non avevamo assistito all’arroganza di un politico che intervistato ha raccontato una massa enorme di non verità, cioè ha detto delle bugie, ha dato una spiegazione sul perché ha ottenuto la libertà provvisoria al limite dello scandalo, quasi irridento i magistrati, che non sarebbero terzi, compreso quindi il Gip. La registrazione di quella intervista dovrebbe essere portata in visione nelle scuole superiori della magistratura come esempio di comportamenti di imputati da condannare.

Quella trasmissione potrebbero, forse, averla vista i magistrati della Procura di Trapani che hanno rafforzato, crediamo, la loro opinione sul soggetto al centro delle loro indagini. Si erano opposti alla decisione del Gip dott.ssa Brignone di concedere la libertà provvisoria a Fazio con motivazioni che in un primo tempo avevano trovato riscontro nello stesso Gip. Sarebbe bastato un secondo interrogatorio per farle cambiare la sua decisione pur continuando ad affermare di non poter dare credito totale alla linea difensiva del Fazio a proposito dei soldi ricevuti. Nel rispetto massimo che si deve alla magistratura, da esterni non possiamo che definire contradditorie le decisioni assunte dal Gip. La deve aver pensato così anche l’ufficio della Procura, ed infatti già questa mattina a Palermo al Tribunale del riesame è stato notificata la richiesta di ripristino dell’arresto di Fazio ai domiciliari. Per i magistrati trapanesi il pericolo di inquinamento delle prove da parte del candidato sindaco e deputato sospeso, Girolamo Fazio esiste ancora. Non sappiamo quanto tempo il tribunale del riesame si prenderà per decidere; non sappiamo se Fazio potrà concludere la campagna elettorale in libertà. Non sappiamo soprattutto, vista la gravità dell’accusa a suo carico, se nel malagurato caso di sua elezione, ma non solo della sua, i trapanesi siano costretti a subirsi un commissario e poi  tornare a votare.

Ma ascoltando ieri le bugie di Fazio, e non solo le sue, c’è da chiedersi se questa città può ancora sopportare la situazione in cui l’hanno fatta precipitare, diventata lo zimbello della stampa italiana. Se D’Alì – sul cui capo pende la grave richiesta di soggiorno obbligato – propone un programma che si può definire solo fantasioso, da far invidia a quel candidato sindaco di Piacenza che provocatoriamente promette “viagra per tutti e l’acquisto di Ronaldo”,  Fazio, sembra farsi beffe dei suoi gravi problemi giudiziari; continua ad insistere incredibilmente sulle sue capacità passate, infarcite di bugie. Ne citiamo una che è clamorosa. Ha affermato che con la sua gestione Trapani era, “statistiche alla mano la città più pulita d’Italia” e lo ha pure ripetuto. Come definire questa boutade?

Di statistica sappiamo qualcosa, sappiamo anche di quell’ufficio comunale di statistica che proprio Fazio ha voluto pervicacemente distruggere ( a proposito di organizzazione di uffici di cui si vanta) perché, forse dava i giusti numeri della realtà trapanese. Siamo andati a vedere la classifica del 2011, ultimo anno della gestione Fazio sulla qualità della vita a Trapani: eravamo al quart’ultimo posto, al 103/107 tra i comuni capoluogo italiani. Tenore di vita al 100esimo posto, ambiente ( quindi anche pulizia) al 90esimo posto. Fazio ha ripetuto una balla colossale! Purtroppo c’è chi ancora ci crede. C

rede che Vittorio Morace per lui sia stato come un padre, tanto da regalargli quelle decine di miglia di euro tramite false fatture, e si potrebbe continuare con le bugie. In quella intervista non poteva mancare il suo “ unico interesse in favore della collettività”, quel favore sotto forma, secondo la direttrice Piazza dell’assessorato regionale, di milioni in favore della Liberty lines. Una scusa-motivazione che gli era servita in altro processo per trovare comprensione nei giudici. Ha aggiunto il ricatto, morale s’intende, anche questo una consuetudine, per “salvare posti di lavoro”. Da qualche parte abbiamo letto che “ con i soldi che la società dei Morace ha ricevuto dalla Regione, poteva viaggiare anche senza un passggero!”.

Bugie e lacrime. Anche queste non potevano mancare. Sono le stesse dell’indomani, erano trascorse alcune settimane, della sua prima elezione. Copiose sgorgarono dal suo volto nella chiesa Madonna di Lourdes, quando prese la parola, non richiesta, al funerale di quel politico, già ammalato, che lui non aveva amato da vivo. Poi si sa da morto è altro per chi non conosce il significato della parola pudore.

 

ALDO VIRZI’

Previous Post
Next Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *