«Fazio deve ancora crescere. Da una persona come lui non mi sarei aspettata certi infantilismi». Questa è la replica che Aurora Ranno avanza rispetto alle affermazioni che Fazio ha espresso su di lei in occasione di un incontro con i giornalisti, avvenuto la settimana scorsa e finalizzato alla presentazione della sua candidatura a sindaco di Trapani. In merito alla Ranno, che il prossimo 2 marzo gli subentrerà nel consiglio comunale di Trapani, il consigliere uscente ha dichiarato che le avrebbe lasciato la poltrona, qualora lei non avesse tradito la sua fiducia. «Sapete perché non ho mai lasciato la carica di consigliere? Ero pronto a farlo per dare spazio ad Aurora Ranno. Ma poi sono venuto a sapere che aveva ottenuto un incarico dal sindaco Damiano e senza dirmi nulla, senza dire nulla al movimento, aveva accettato. Per carità, libera di fare quello che vuole. Ma anch’io libero di fare la mia riflessione». Questa è la dichiarazione di Fazio, riportata dal settimanale “Social”. Per gettare luce sull’argomento, la nostra redazione ha contattato la Ranno la quale, pur essendo restia a rilasciare dichiarazioni in merito ad una questione che lei ritiene futile, ha colto l’occasione per fare chiarezza.

Prima dei non eletti della lista di Uniti per il Futuro, la Ranno sarebbe dovuta subentrare nel consiglio comunale di Trapani, una volta che Fazio, nominato deputato regionale appena due mesi dopo le amministrative del 2012, si sarebbe dimesso dalla carica di consigliere. Questi gli accordi che, secondo Fazio, la Ranno avrebbe disatteso nel 2014 accettando, senza il previo confronto col deputato regionale del gruppo misto, un incarico propostole dal sindaco di Trapani, Vito Damiano, già all’epoca in rotta di collisione con Fazio. «Avevo intenzione di lasciare, ma la persona che subentrerà non merita la mia fiducia» aveva dichiarato Fazio nel settembre di quell’anno. Una mancata fiducia che tuttavia appare dissonante se si pensa che nel 2007 è stato proprio Fazio, allora sindaco, a rinnovare alla Ranno il mandato di presidente delle pari opportunità di Trapani, incarico che la Ranno ha mantenuto in via continuativa dal 2005 al 2012.

«Se Damiano mi avesse proposto di ricoprire la carica di assessore, dalla quale si era appena dimessa Gabriella De Maria, il confronto con Fazio sarebbe stato doveroso e necessario – afferma la Ranno –  Ma io ho accettato un incarico ministeriale che è d’ausilio al mio lavoro, e che non ha nulla a che vedere con ruoli politici inerenti alla sfera comunale. Non avevo nessuna intenzione di rispondere alla provocazione di Fazio, ma visto che me lo chiedete, farò chiarezza. Nel 2014 il sindaco Damiano ha avuto l’onere e l’onore di indicare una persona cui affidare l’incarico di commissario presso la commissione territoriale dei richiedenti asilo politico, con la presidenza di Francesco Tortorici. Mi è stato proposto di fare un’esperienza che avrebbe arricchito il  mio percorso professionale nell’ambito sociale. Io ho accettato un impegno che mi vede in servizio una o due volte al mese e che prevede un gettone retributivo simbolico che arriva dal Ministero, non certo dal Comune. Quindi non vedo il conflitto di interesse che vorrebbe oggi suggerire Fazio. Non credo che la mia scelta sia stata sbagliata, piuttosto mi sarei aspettata più coerenza da parte sua. Nel 2012 mi ero presentata con la lista di Fazio e sarebbe stato corretto tener fede alla sua promessa di fare un passo indietro. Fazio ha mantenuto la carica di consigliere a Trapani per motivi personali che forse rispondevano anche a dissapori politici. La frattura creatasi tra Fazio e Damiano già all’indomani delle amministrative era per me fonte di preoccupazione. Lo “Sportello Antiviolenza Diana”, istituito per mia volontà nel 2008, presso il Palazzo di Giustizia di Trapani, aveva iniziato a dare ottimi risultati e per tutelarlo dall’intemperie politiche  che si respiravano ho fondato CO.TU.Le.VI, un’associazione sui diritti umani contro tutte le violenze, nata per dare sostegno a donne, uomini, bambini, diversamente abili, associazione di cui Fazio è membro onorario, insieme a Roberto De Simone (Presidente del Tribunale di Trapani), Alessandro Plotti (Arcivescovo Diocesi di Trapani), Vito Damiano (Sindaco di Trapani) e Giacomo Tranchida (Sindaco di Erice). L’intervento di Damiano va letto alla luce di una realtà sociale che ho avviato malgrado la disapprovazione di Fazio, convinto che un simile progetto non sarebbe mai potuto attecchire. Oggi esistono 21 sportelli in quattro provincie della Sicilia, di cui tre istituite presso i Tribunali e la nostra credibilità è supportata non solo dai soci onorari, ma anche da figure autorevoli dell’alta magistratura. Credete che se non fosse un progetto serio e solido queste persone ci darebbero credito?».

Con quale spirito si accinge a ricoprire la carica di consigliere comunale a Trapani dopo che Fazio è stato deposto? «Non mi entusiasma l’idea di sostituire una persona che è andata via così. E non nascondo di nutrire remore nei confronti di una politica che ha tradito il sogno di una città vista con occhi diversi».

Quanto pesano, a suo avviso, le derive personali nel contesto politico? «È una bella domanda, ma forte. Purtroppo in politica si discute spesso di cose che poco hanno a che fare con gli interessi della città. Gran parte delle poltrone, non tutte, andrebbero rimosse. E se la politica è quella che vedo, per me è una storia chiusa, così come il capitolo Fazio».

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