Una piccola vittoria per l’avv. Gino Bosco, difensore dell’ex editore Peppe Bologna, nella causa nella quale  è imputato di diffamazione nei confronti dell’ex sindaco di Trapani ed ex deputato regionale Girolamo (Mimmo) Fazio, a sua volta imputato per motivi ben più gravi e pesanti che lo hanno visto anche finire agli arresti domiciliari.

Il giudice dott. Caruso ha infatti, sciogliendo la riserva, accolto la richiesta dell’avv. Bosco e ha ammesso la lunga lista di testi che, superando la fase delle udienze preliminari, dovranno sfilare davanti alla corte che deve giudicare Bologna. Tra i testi a difesa molti sono i giornalisti che ben conoscono le vicende giudiziarie relative a Fazio. Dovrà testimoniare anche l’ex Sindaco Damiano a cui Fazio, allora consigliere comunale, da subito fece una guerra politica violenta.

E’ stato con riferimento alle vicende giudiziarie di Fazio che Bologna ha espresso giudizi da Fazio ritenuti denigratori ed offensivi. In particolare, Bologna scriveva:  “l’aver frequentato  continuamente Fazio non è stato un segnale di igiene sociale. Ma Dio li fa e fra di loro si accoppiano. Giorni fa scrissi: questo Fazio è veramente bravo, ha indebolito molto  Tranchida, ha messo in difficoltà, per ora, un imprenditore chiamato Lando, ha offeso la reputazione di un alto magistrato amministrativista, ha coinvolto Stefania Mode, ha messo la di lui famiglia nelle condizioni di non potere uscire di casa per la vergogna. Non è finita coinvolgerà anche qualche imprenditore della finanza usurante?”.

Questi i motivi della querela. La prossima seduta è stata fissata per il 28 ottobre con la escussione proprio di Fazio, il querelante.

                                                                                A.V.  

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