«Ad Erice ci saranno sorprese, ormai la vecchia politica non funziona più. Il prossimo sindaco sarà una donna». Lapidario il pronostico di Luigi Manuguerra, consorte e strenuo sostenitore della candidata a sindaco di Erice, Cettina Montalto, capofila del movimento “Nati Liberi”. È una questione di previsioni, di pari opportunità o di forze politiche in gioco? Chiediamolo alla candidata.

Perché si candida a sindaco di Erice? Quale risultato si aspetta rispetto alle stagioni 2007 e 2012? «Per me la politica è una missione che porto avanti non per me stessa, ma per i cittadini. Mi candido perché è la gente che me lo chiede. Sono assolutamente sicura di raggiungere ottimi risultati. Mi occupo di politica sociale da quando avevo 16 anni e la mia presenza di consigliere all’opposizione è sempre stata costante. Candidata al consiglio comunale di Erice nel 2007 (con il nuovo PSI) e nel 2012 (con il PDL), avevo ottenuto risultati apprezzabili, ma adesso è cosa ben diversa. Spero che questa volta i cittadini eleggano un sindaco che sia veramente dalla loro parte».

Tre punti portanti dei suoi progetti politici? «Politica sociale: mensa sociale per le persone meno abbienti, assistenza domiciliare agli anziani e tutela delle attività destinate ai bambini. Privatizzazione del Campo Bianco. Chiusura pedonale, durante i finesettimana estivi, del tratto del lungomare Dante Alighieri che va da San Cusumano  all’Università, con un servizio navetta per i turisti per creare un collegamento diretto tra la spiaggia ed Erice vetta». La topografia urbana consente tale progetto? «Essendo attivata dopo le ore 19:00, l’isola pedonale non intralcerebbe la viabilità e il percorso automobilistico alternativo sarebbe valutato dai tecnici. Il progetto potrebbe estendersi anche al tratto di competenza del comune di Trapani, se si raggiungesse un accordo».

Per supportare il progetto, si è appellata all’ipotesi della Grande Città. Inflazione propagandistica o un’idea che abbraccia un contesto ben più ampio del mero litorale? «La Grande Città potrebbe essere qualcos’altro. Io la intendo come l’unificazione dei territori comunali che comprendono Erice valle, Erice vetta e Trapani, con Erice capoluogo, ma si dovrebbe vagliare la collaborazione col futuro sindaco di Trapani».

Cosa intende quando parla di «stabilizzazione del precariato»? «Intendo premiare i precari che realmente lavorano, distinguendoli dai precari che realmente passeggiano». Qual è il parametro per distinguere gli uni dagli altri? «Adesso non posso rispondere. Valuteremo la situazione nelle prossime riunioni».

Come valuta il fenomeno dell’immigrazione? «Non sono razzista, ma non è un aspetto che mi interessa. L’immigrazione ci ha devastati. Erice merita molto di più e lo si può ottenere tramite il turismo».

Quali forze politiche sostengono “Nati Liberi”? «Siamo appoggiati dai liberalsocialisti di Innocenzo Di Lorenzo e dal partito laico socialdemocratico».

Che ne è stato dell’appoggio di “Italia Patria Nostra”, manifestato nelle scorse settimane da Angela Macaluso, segretario regionale del neomovimento? «Li abbiamo allontanati a causa di discordanze politiche. È emblematico che la loro candidata, Elisabetta Calderaro, sia rimasta con noi».

Avete preso le distanze dai forzisti, tra le cui fila ha militato suo marito. Un cambio di bandiera come quello che rimproverate a Nacci? «A differenza di Nacci, non abbiamo cambiato bandiera, ci siamo semplicemente defilati dal partito, creando un nostro movimento».

Definisce «carcasse» i suoi avversari politici. La Virgilio è una mosca bianca? «Assolutamente no. Ha già governato, passata da Grimaldi a Oddo, adesso si propone come sindaco…».

Chi ritiene sia un suo valido avversario politico? «Né la Toscano, né Sinatra, né Nacci, che in vent’anni ha cambiato sette casacche. Che credibilità politica può avere? Discutibile anche il gruppo che in questo momento lo supporta, PSI, Lega Nord e Livio Marrocco? Un accordo che mi sconvolge».

Definisce la Toscano «controfigura di Tranchida». È inopportuno che un candidato sindaco abbia un mentore? «Controfigura sbiadita. Un disco rotto che appena la interrompi non sa dove riprendere il discorso. Non è sbagliato avere un mentore, anch’io ho il mio supporter politico ma, a differenza della Toscano, io non dipendo dalle sue labbra».

Più volte ha richiesto un vis à vis televisivo con la Toscano? Secondo lei perché ha declinato l’invito? Crede che la sottovaluti? «Essere sottovalutata da lei è un grande complimento, dato che io non la considero. O forse non ha la preparazione politica per sostenere un confronto».

Le discrepanze con Tranchida, questione strettamente politica o personale? «Personale e politica. Tuttavia, per non alimentare futili questioni, evitiamo di rivangare fatti accaduti nel 2007. Non voglio fare come alcuni politici che buttano fango su discorsi vecchi e stravecchi che non interessano ai cittadini. Parliamo di cosa realmente c’è da fare».

Pronostici e preferenze per le amministrative di Trapani? «Salvo l’eventuale candidatura di D’Alì, a Trapani vedo ben poco. Non sono ancora chiari gli accordi che, secondo voci di corridoio, Fazio avrebbe stipulato con Erice. Ho la mia preferenza, ma preferisco non esprimermi». Perché, ci sono accordi sottobanco? «Assolutamente no. Sono in attesa che vengano ultimate le candidature e che la situazione si stabilizzi».

Quanto influisce la figura di suo marito nella sua campagna elettorale? «Mio marito è una figura forte, tuttavia gli elettori voteranno me e non lui, perché io ho fatto realmente politica e l’ho dimostrato con la mia presenza. Semmai c’è da chiedersi: voteranno la Toscano o voteranno Tranchida?».

Per affrontare la futura competizione si affiderà ad un talismano portafortuna? In senso figurato, si intende. «Il mio portafortuna è un tatuaggio personale, un talismano più concreto che figurato».

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