Si saprà realmente domani  se l’ex sindaco ed ex deputato regionale Girolamo Fazio ha abbandonato la contesa elettorale lasciando campo libero al “ concorrente” Piero Savona o se ha escogitato l’ennesimo escamotage di una assurda stagione elettorale come non solo Trapani, ma tutto il Paese ha mai vissuto.

Domani, infatti, scade il termine per i concorrenti al ballottaggio, quindi Savona e Fazio, di completare la squadra assessoriale nominando i due assessori rimanenti, completando la potenziale giunta ma anche adempiendo ad un obbligo di legge. In caso contrario saremmo davanti ad una rinuncia formale dal ballottaggio che non permetterebbe, essendo scaduti già ieri i termini, di scorrere la graduatoria dei concorrenti e quindi in, questo caso al sen. D’Alì, di diventare il concorrente di Savona.

Questa la prima conseguenza che è stata già consumata, ma la mancata nomina ne innesterebbe una seconda e più grave: Savona diventerebbe unico partecipante al ballottaggio, ma per essere eletto sindaco dovrebbe recarsi alle urne non meno del  50% degli elettori aventi diritto. In pratica ben trentamila elettori. Un numero che appare quasi improponibile, visto che al primo turno elettorale, quello che vedeva impegnati tutti i candidati sia per il sindaco che per il consiglio con decine di candidati, hanno votato trentacinquemila elettori, pari al 58% e che da sempre in Italia nei casi di ballottaggio si ha un calo, anche notevole, fisiologico al voto. E’ quindi evidente quale potrebbe essere il risultato. Insomma se Fazio non completasse la sua ipotetica squadra assessoriale di fatto avrebbe, ancora una volta, determinato l’esito di questa consultazione elettorale con la logica conseguenza che a Palazzo D’Alì arriverebbe un commissario prefettizio e che al voto si andrebbe, con molte probabilità a febbraio, marzo del prossimo anno. Appare allo stato impossibile legislativamente un voto a novembre  in accoppiata alle regionali. Insomma sarebbe la logica del volgare : “muoia Sansone con tutti i filistei”.

Vedremo. Ma intanto la città di Trapani continua ad essere ostaggio di una sola persona che ad onta del suo “sbandierato amore per la città” non ha sentito il dovere, la necessità, di fare un passo indietro allorchè ha ricevuto il provvedimento della magistratura, accompagnato da gravissime accuse di essere un corrotto, degli arresti domiciliari. Poi la scarcerazione condizionata, ma con la cappa sulla testa del ricorso della Procura al provvedimento del Gip, e la sua ripresa  della campagna elettorale. Una chiamata a raccolta  dei suoi fedelissimi, alcuni dei quali, molti, pochi, quasi accecati da amore fideistico e non dalla ragione, che comunque gli hanno permesso di arrivare primo aprendogli la strada, addirittura da favorito, al ballottaggio.

Qui, come hanno scritto in un comunicato gli eletti di Forza Italia, Fazio ritenendosi “ il padrone di Trapani” da tenere in ostaggio mette in atto una seconda mossa strategica: il primo giorno dice che va al ballottaggio per vincere, che non teme niente e nulla, passa la notte e…… nuova strategia, “il ballottaggio si farà ma io mi asterrò dal fare campagna elettorale e se, per caso, eletto mi dimetto”. Che significa? La risposta arriva subito dai social, la chiariscono i suoi più fedelissimi: “noi votiamo Fazio in massa”. Una posizione che lo stesso Fazio incoraggia e, infatti, all’indomani in questo strano gioco dell’oca, ad una radio locale annuncia : ”……. che si confermo, se eletto mi dimetto, ammenochè”. In questa parolina c’è la terza versione del Fazio pensiero. Nuovo cambio di strategia. Intanto per ammorbidire i magistrati che stanno decidendo se riportarlo a casa ai domiciliari, o peggio,  si dimette da deputato. I suoi, in testa il suo pupillo Salone, eletto con una messe di voti, che già si prefigura un radioso percorso politico futuro ( deputato, sindaco?)  annuncia manifestazioni pubbliche con Cristaldi, sindaco di Mazara e Turano, ufficialmente per ringraziare gli elettori.  E’ logico pensare che sarà anche l’occasione di confermare il voto al ballottaggio. Siamo ad oggi, a quale sarà la prossima mossa. La manifestazione annunciata potrebbe essere un diversivo, in realtà con la mancata nomina degli assessori Fazio avrebbe chiuso di fatto la campagna elettorale con quegli effetti disastrosi per la città di cui abbiamo detto sopra. Sempre alla faccia di quel “grande amore per la città”.

Dall’altra parte della barricata, sul fronte Savona, si continua a lavorare: incontri con associazioni, lavoratori, un programma di comizi di quartiere. I locali adiacenti all’hotel Cristall, sede del comitato elettorale, continuano ad essere affollati, anche sino a tarda sera. Lavorano e si interrogano su quanto potrà succedere, ma non demordono. Vogliono andare sino in fondo. Forse c’è veramente chi ama questa città, ma viene ostacolato. Vedremo.

Da aggiungere un’ultima notizia di cronaca che in altri momenti avrebbe occupato l’apertura di questo articolo: la CGA, consiglio di giustizia amministrativa, ha dato un nuovo, l’ennesimo, schiaffo a Fazio. Si era rivolto a quell’organismo chiedendo, l’annullamento della votazione, per le modalità di svolgimento ( voto segreto), e conseguentemente della delibera che lo espelleva dal consiglio comunale perché dichiarato incompatibile per gli strascichi dell’affair Dolce-Scalabrino. Si era detto sicuro, per l’ennesima volta, da dotto del diritto, della vittoria. Ancora una volta ha avuto torto e, questa volta, oltre al suo legale dovrà anche pagare quello del comune di Trapani. Si dovrebbe esclamare: “piove sul bagnato”, ma non è così se te la sei cercata.

Aldo Virzì

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