Tra gli equilibri ballerini che animano la campagna elettorale a Trapani e ad Erice, poche certezze, molte domande. Chi prosegue la corsa alle poltrone con strenua tenacia, chi laboriosamente cerca il confronto con i cittadini e chi mantiene una cauta posizione super partes. In attesa che la pendenza dell’ago della bilancia venga ufficializzata, si intravede, tuttavia, qualche filo rosso. Piero Spina, segretario del movimento civico “Cives”, mantiene con coerenza la posizione assunta nei mesi scorsi e conferma la possibile intesa tra “Cives” e PD. Si profila una forma di collaborazione elettorale tra “Cives” e i candidati sindaco Savona e Toscano, un asse politico le cui solide premesse non escludono un futuro consolidamento. «Tra “Cives” e PD potrebbe nascere una collaborazione che è in primo luogo programmatica, basata sulla condivisione di programmi e linee d’azione», afferma Spina.

Una condivisione d’intenti che imporrebbe a “Cives” una chiara connotazione politica?

«Sebbene il nostro sia più orientato a sinistra, ogni movimento civico è una realtà plurima nella quale convergono diverse culture politiche, più o meno vicine al centro destra o al centro sinistra, pertanto esso prescinde da etichette politiche standardizzate. L’eventuale intesa col PD ci condurrebbe come forza civica all’interno di un contenitore che non è costituito solo dal PD, ma che abbraccia anche altre forze che sono a sostegno del partito. Le premesse per intraprendere un percorso univoco con i candidati Toscano e Savona risiedono nella massima disponibilità che questi hanno espresso nei confronti delle liste civiche, alle quali offrono un’opportunità di espressione che, ad oggi, appare concreta. Inoltre la Toscano assicura un’impronta di continuità con il lavoro svolto dall’attuale amministrazione ericina, cosa che potrebbe creare le condizioni per poter raccogliere, nel lungo termine, i frutti di una progettualità che, dal canto nostro, abbiamo già iniziato a rendere concreta. Toscano e Savona attualmente sono le figure politiche più aperte al dialogo e al confronto, ma ciò non significa che la nostra scelta sia vincolata da preconcetti. Per ipotesi, in un comune potrebbe esserci un sindaco di estrema sinistra e un fascista nell’altro, ma ciò non costituirebbe un problema, se essi fossero capaci di collaborare e istituire un dialogo costruttivo. In quel caso gli sarebbe comunque riconosciuto il nostro appoggio. È chiaro che, nell’attuale panorama politico locale,  le figure della Toscano e di Savona sembrano le più orientate in questo senso, se non altro alla luce di una condivisione d’intenti e di progetti che fanno capo alla medesima matrice partitica».

Quale risultato vi aspettate dalle prossime elezioni? «Sono convinto che questa volta vada al potere qualcuno che sposi un atteggiamento di collaborazione con altre forze politiche, del resto i progetti e i provvedimenti amministrativi non possono essere imposti con imperio senza il confronto con la cittadinanza e con la altre forze politiche. Questo pensiero risponde alla logica che soggiace a “Cives”, i cui protagonisti attivi sono persone civili, in larga parte ragazzi che per la prima volta si affacciano al mondo della politica, affiancati e sostenuti da professionisti. Noi siamo in cerca di  future amministrazioni che accolgano e valutino la nostra progettualità».

“Cives” è una realtà giovane che sta prendendo piede nel nostro territorio. Credete che gli spazi che vi sono stati fin’ora riconosciuti siano troppo angusti? «Siamo stati promotori di diversi progetti, l’ultimo in ordine cronologico il progetto “Ambiente pulito” che si inscrive in un più ampio disegno pedagogico che riguarda tutti i cittadini. Tuttavia più volte in questi anni abbiamo sviluppato e proposto progetti, più o meno apprezzabili, da realizzare nel nostro territorio. Ma le diverse amministrazioni sono state, il più delle volte, sorde alle nostre manifestazioni d’intenti. Per vari motivi, le nostre proposte, avanzate da professionisti che hanno speso impegno, tempo ed energie, non sono state nemmeno prese in esame, o in una benché minima considerazione. Non ho la presunzione di pretendere che a tutti i progetti siano stati validi, ma ritengo che sia responsabilità e dovere delle amministrazioni dedicare, quantomeno, del tempo alla valutazione di idee che sono costate sacrifici e che sono state elaborate nell’interesse della collettività».

Quale linea d’intervento proponete  in vista della crescita complessiva del territorio? «La crescita di Trapani, sotto tanti aspetti, potrebbe avvenire anche a costo zero. Sono convinto che le potenzialità del nostro territorio siano sfruttate al 10%. Un indice che può essere migliorato attraverso l’impegno congiunto di cittadini e istituzioni. In primis serve un input dal basso, è necessario che i cittadini si sveglino. In secondo luogo gli amministratori che li guidano dovrebbero essere capaci di adottare uno spirito critico che ottemperi alla logica della litigiosità. Il problema non è tanto una carenza progettuale, che tuttavia riconosco esistere in alcune realtà. Il problema attuale in politica è che subentrano dei meccanismo basati su individualismi che mettono in ombra o in secondo piano il bene collettivo. È un limite mentale che va combattuto con una crescita culturale che stenta ad avvenire. Noi di “Cives” immaginiamo la bellezza naturale e storica di Trapani gestita in modo sapiente da altri amministratori e da altri cittadini, il cui senso civico sia maturo e costante. Una politica così intesa, che si prodiga quanto più possibile per lavorare insieme, potrebbe dare alla nostra terra una sterzata. Del resto la politica quando vuole risolve tutto, anche in tempi brevi, è solo questione di volontà. Secondo un vecchio modo di dire “la politica si addormenta in un modo e si sveglia in un altro”».

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