Corteo di gioia e di protesta:votiamo

Mille, forse molti di più, i cittadini trapanesi che ieri sera si sono dati appuntamento in Piazza Garibaldi per “gridare” la loro rabbia contro chi vorrebbe togliergli, con un espediente giuridico datato anni 90, la democrazia. In tanti, di tutte le età e di tutti i ceti sociali hanno risposto positivamente all’appello lanciato autonomamente da persone libere con l’unico obbiettivo di invitare i trapanesi a votare per superare quell’inghippo del quorum che non permetterebbe per almeno un anno alla città di non avere un sindaco. Al suo posto un commissario di governo senza poteri se non quelli dell’ordinaria amministrazione in un momento nel quale invece ci vuole un amministratore che possa cogliere e gestire le occasioni che si offrono alla città. Non è stato un caso che autonomamente i sindacati di categoria del commercio: Cidec, Confesercenti, Confcommercio, Lega delle cooperative; la triplice sindacale CGIl,Cisl,Uil e persino, con accenti diversi, dal vescovado sono arrivati inviti diretti e indiretti ad esercitare il dovere-diritto del voto.

Insomma, un movimento come si era visto poche volte, anche quando i partiti e i sindacati avevano ruoli diversi. Ieri sera il lungo corteo che ha sfilato per la via Torrearsa e la Via Garibaldi. Una “movida” diversa che ha trovato il consenso dei commercianti che hanno tenuto aperti i loro negozi. Qualcuno si è unito al battimani ininterrotto, unico segno esterno di protesta e di gioia. Niente bandiere, niente sigle. In testa al corteo uno striscione che invitava a l voto, a tenerlo i sindaci di 7 comuni della provincia, quelli di centrosinistra, ma questo era scontato, che avevano dal primo momento espresso la solidrietà ad una città che rischia di non avere il suo primo cittadino. Poi tutta la gente, confusi tra la folla anche i parlamentari del partito che sostiene il candidato sindaco Pietro Savona, segno dell’unità senza bandiere di questo corteo. C’era anche Pietro Savona, altra ovvietà, ma anche lui “nascosto” con gli altri. Tutti insieme sino a piazza Vittorio, davanti a quel palazzo D’Alì dove ha sede l’ufficio del Sindaco che qualcuno vorrebbe fosse lasciato ad uno “straniero” pur di non averlo lui. A Piazza Vittorio si è conclusa la manifestazione gioiosa ma di rabbia. La Trapani sonnacchiosa che non partecipa ai cortei per una volta ha avuto la capacità di svegliarsi. Ma la vera sveglia, dicevano i partecipanti, la dovranno dare domenica recandosi al voto. Vedremo

 

Aldo Virzì

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