5-Sbarco_della_Madonna_d_CustonaciIl quadro di Maria Santissima di Custonaci a 14 anni dal restauro. È ciò di cui si è discusso domenica scorsa, 11 settembre, in un’ampia cornice di pubblico presso il rinomato santuario mariano di Custonaci. Ad intervenire il giovane scrittore Vassallo, in qualità di moderatore Vito Castiglione a ricordare figure essenziali del restauro come quella di don Rosario Vanella, don Antonino Marrone e il sindaco Bica per i saluti, lo stesso restauratore conservatore Meccio che, con l’ausilio di immagini ha illustrato le diverse fasi del suo lavoro di restauro non nascondendo le sue emozioni nello scoprire il volto della Vergine e le difficoltà per lo stato in cui si trovava il dipinto e il teso clima che si respirava in paese.[su_spacer]

L’originale icona di Maria Santissima di Custonaci, che si venera nel Santuario omonimo, è dipinta ad olio su tavola preparata con gesso e risale al XV secolo, probabilmente opera della scuola di Antonello da Messina. Dalla fine del XVI secolo in poi ha subito tre sostanziali interventi di riadattamento iconografico e strutturale. L’origine del Quadro si perde nel tempo e nella leggenda. Secondo la costante ed unanime tradizione, un veliero salpato da Alessandria d’Egitto per la Francia fu sorpreso da una terribile tempesta e approdò miracolosamente nella rada di Bukuto, presso il Monte Cofano, dove i marinai avevano fatto voto di lasciare la sacra Immagine erigendovi una cappella. Per proteggerla dalle scorrerie dei Turchi decisero, però, di portarla nella vicina Custonaci, da cui prese poi il bel titolo. Una devozione quella per la Madonna di Custonaci plurisecolare. Ogni anno migliaia i fedeli che accorrono presso il suo santuario che punta ad essere sempre più non circoscritto alla sua sola Custonaci.

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