Anni ed anni di sprechi, migliaia, centinaia di miglia di euro, numeri ballerini di bilancio, numeri anche “non veri”, contabilità creativa…come gli stessi bilanci. Insomma, un pastrocchio incredibile giustificato con la necessità di offrire alla città un prodotto culturale. Questo è stato, se ci fermiamo alla denuncia fatta oggi, nel corso di una conferenza stampa, da Giovanni De Santis, attuale consigliere delegato del”Luglio Musicale Trapanese”, l’ente che il Sindaco Damiano gli ha affidato nel 2014 con l’intento di risanarlo.[su_spacer]

E  De Santis è riuscito nello scopo. Per farlo, però, ha dovuto “leggere” il passato, scoperchiare quanta polvere era stata nascosta sotto il tappeto negli anni. Ha raccolto copiosi dossier, con fatti e cifre, e li ha mandati alla Procura della Repubblica per quanto di competenza, “augurandomi che non perda tempo e attivi l’indagine al più presto, per non fare andare i fatti in prescrizione”. Già perché sotto le sue lenti sono passati gli anni che vanno dal 2004  (gestione della sindacatura Fazio) sino alla gestione precedente alla sua. Nelle due ore di conferenza stampa, fatta nel palco dell’esedra della Villa Margherita sotto un sole cocente e con spettatori non solo giornalisti ma un centinaio di cittadini ai quali sta a cuore la cultura, De Santis di episodi non chiari ne ha citati tanti, a cominciare dagli anni 2002/ 2003 etc  in cui una produzione musicale costava il doppio ed anche il triplo di quanto ha speso lui lo scorso anno. Ha fatto le cifre di quelli che ha definito “debiti occultati”… un elenco piuttosto lungo per arrivare all’oggi.[su_spacer]

Già perché quello è il suo vero obbiettivo: “su ieri, sulle malefatte, se ci sono, ormai sarà compito della magistratura occuparsene, ma – è il suo appello – io mi sto battendo per non fare morire il luglio musicale, per questo ho voluto questa conferenza, per questo lancio un appello alla città”.[su_spacer]

Il problema di oggi vede sotto accusa la burocrazia comunale e, per essa, tre dirigenti che – con quelli che De Santis giudica “artificiosi cavilli”- impediscono di fatto la corresponsione del contributo da parte del comune all’Ente. In particolare, la burocrazia avrebbe scoperto solo oggi che lo statuto del luglio non è mai stato approvato dal consiglio comunale: quindi niente contributo. Senza quel contributo non può partire la stagione del luglio che potrebbe contare su un sostanzioso contributo statale e che finirebbe, nel prossimo futuro, col non far dipendere più il Luglio da Palazzo D’Alì o da Palazzo Senatorio. Insomma, dice De Santis : “io ho risanato i conti ed il luglio può ripartire. Ma perché non si vuole farlo ripartire”? Lo dice sottovoce, ma a suo avviso potrebbe esserci una regia. La stessa che ha tirato per ben due volte i massi contro il tetto degli archivi del luglio con il chiaro intendo di farlo cadere e rendere illeggibili le carte; lo stesso che gli ha bucato le gomme o che lo ha minacciato per strada. Insomma nascondere un passato, magari chiudendo non solo la stagione, ma anche il Luglio.[su_spacer]

La parola, però, ora passa alla politica. Se vuole fugare le ombre il consiglio comunale, con atto straordinario, approvi subito lo statuto, il comune eroghi il contributo. Poi,  per chi ha dilapidato un patrimonio culturale ed economico, sarà la magistratura ad occuparsene.[su_spacer]

Aldo Virzì

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