Il Coordinamento Territoriale Filiera Ittica di Mazara del Vallo (composto dai rappresentanti di Confederazione    Imprese Pesca-Federpesca, Distretto   della Pesca e Crescita Blu, Co.Ge.P.a. Mazara, Federazione Imprese Pesca Mediterranea-Coldiretti, Fiume  Mazaro-UNCI  Pesca, O.P. Il Gambero e la Triglia del Canale, FAI-CISL, FLAI-CGIL, UILA-UIL) esprime, seppur cautamente, soddisfazione in merito all’attivazione delle iniziative concordate nel corso della riunione svoltasi il 2 marzo presso il Ministero dell’Ambiente e Tutela del Mare per la definizione dell’annosa questione del dragaggio del porto canale di Mazara del Vallo.

In quella riunione si era preso atto del “congelamento “del parere fornito il 24 novembre u.s. dall’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana con il quale si negava lo sversamento nella cosiddetta “Colmata B” dei fanghi prelevati dall’escavazione del porto.

Ad oggi risulta che, dopo l’invito del Coordinamento alle diverse Autorità ad ottemperare agli impegni assunti fra le parti, siano stati compiuti passi avanti per l’escavazione del porto mazarese. 

Il Commissario Straordinario per la Mitigazione del Dissesto Idrogeologico ha trasmesso in data 21 marzo lo “Studio di Incidenza Ambientale” al Comune di Mazara del Vallo.

Il Comune di Mazara del Vallo ha assunto l’impegno a definire le attività di propria competenza.

Il Coordinamento Territoriale Filiera Ittica Mazara, pur manifestando apprezzamento sia verso l’Amministrazione regionale che quella comunale, continuerà a vigilare attentamente sull’operato delle Autorità competenti avvertendo le stesse di esser pronto, in qualsiasi momento, qualora non fossero avviati in tempi ragionevoli i tanto attesi lavori di dragaggio del porto canale (la gara di appalto è stata peraltro aggiudicata da più di un anno), ad   iniziative, anche clamorose, di concerto con il costituito “Comitato Pro Pulizia Porto Canale”, volte alla riaffermazione della dignità di tutti gli armatori, pescatori ed operatori marittimi e portuali che subiscono da anni una insopportabile ingiustizia: la privazione della fonte principale di vita per loro e le loro famiglie, cioè l’utilizzo del porto di Mazara, che ha contribuito al prosciugamento economico e sociale dell’intera Città.

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