E’ un altro pezzo della storia di questa città che  se ne va, lasciando sempre più il vuoto politico, amministrativo, culturale. Michele Megale non è stato solo il Sindaco di Trapani, anzi la sua sindacatura era certo la parte più nobile, più nota alla città, ma Michele Megale era stato altro anche prima. 

La mia conoscenza con Megale affonda negli anni, alle mie prime esperienze di giornalista. Confesso non mi era simpatico, lo conoscevo come liberale, io stavo dall’altra parte a sinistra, poi cominciano le frequentazioni, soprattutto in consiglio comunale che seguivo da cronista. Il mio giudizio sull’uomo Megale mutava in positivo, nasceva un dialogo, gli riconoscevo una grande cultura e una notevole curiosità, rimanevano, sono rimaste sempre, le differenze politiche e culturali ma ci siamo sempre rispettati. Poi aveva la grande passione per l’informazione, aveva fondato un giornale “Il Cantachiaro” che non ricordo vendesse, ma era letto e non mancavano i riferimenti storici alla sua grande prima matrice politica: la monarchia. Non era solo scelta ideologica, era molto di più, passione per quel mondo. 

Altra grande passione la lirica. Era la fine degli anni 70 e dirigevo una delle prime radio private “Radioquattro”, chiesi a Megale di collaborare, non a dibattere di politica, ma fare un programma di musica colta, la lirica, la sua passione. Accettò e settimanalmente portandosi i dischi da casa, deliziava i cultori delle lirica aggiungendo il racconto di pezzi di storia della musica. Già, perché Megale era anche questo, a suo modo uno storico-archivista; deve aver avuto un archivio smisurato della  storia della città anche se solo dagli anni trenta/quaranta. Non voleva che si disperdesse quel patrimonio di conoscenza e per questo fece nascere con alcuni suoi amici il centro studi “ Giulio Pastore”, senza alcuna cadenza il centro studi sfornava pubblicazioni ricchissimi di informazioni e di foto di grande interesse e tutte da conservare.

Megale mi faceva dono spendendomele a casa, ha continuato a lavorare al suo archivio e a sfornare pubblicazioni anche dalla sua stanza del centro per anziani che l’ha ospitato negli ultimi anni. Proprio la fine della scorsa settimana mi è arrivato il suo ultimo lavoro chiamato “ Memorie, personaggi da ricordare  (1943/2018)”, all’interno aveva aggiunto due pagine del corriere della sera del 2 giugno sulla morte di Amedeo di Savoia, quasi a riaffermare il suo amore per la monarchia, ma la maggior parte delle notizie e delle foto del numero erano dedicate a Lui, alla sua attività prima di consigliere, poi da assessore, poi da Sindaco. Tantissime foto:una vita. La sua che non c’è più. Rimarrà il suo ricordo.

Ciao Michele, ti sia lieve la terra 

                                                                        Aldo Virzì