Hamrouni Chiheb, 31 anni, tunisino, era considerato uno dei principali capi dell’organizzazione dedita all’immigrazione clandestina e al traffico di sigarette. Arrestato nel corso dell’operazione “Scorpion fish 2” e “Scorpion Fish 3”, era fuggito dai domiciliari a Marsala e scappato e diretto in Francia, arrestato al confine di Ventimiglia, poi processato, condannato e rinchiuso nel carcere di Termini Imerese. HamrouniChiheb all’alba di oggi è stato trovato morto dagli agenti della polizia penitenziaria di quel carcere.

Arresto cardiaco la dicitura ufficiale, ma dalla direzione del carcere hanno anche aggiunto ai familiari di Hamrouni Chiheb, come ci conferma il suo legale, l’avvocato Fabio Sammartano del foro di Trapani, che il loro congiunto aveva subito un’aggressione in cella in circostanze ancora da chiarire.

Sulla morte, sulle vere cause della morte del detenuto è stata aperta un’inchiesta, affidata al sostituto Procuratore del Tribunale di Termini Imerese Giacomo Barbara. Ma alla  morte del tiunisino sono interessati gli inquirenti della DDA palermitana; infatti recentemente aveva deciso di rendere importanti dichiarazioni ai magistrati indirizzate a fare luce sui favoreggiatori dell’immigrazione clandestina e del contrabbando di sigarette. Per questo la morte dell’africano appare sempre più come un giallo.

                                                                       A.V