Si trasmette la posizione del movimento civico “Città a Misura d’Uomo” in merito all’attuale emergenza tumulazioni al Cimitero di Trapani.

“Di questi giorni la notizia dell’esubero di salme rispetto alle capacità di ricezione del Cimitero Comunale di Trapani. “50 BARE SENZA SEPOLTURA” è il titolo dell’articolo di Antonio Trama del Giornale di Sicilia del 14 febbraio 2017.

Già un anno fa l’associazione “A Misura d’Uomo”, in apposito comunicato stampa, allertava delle difficoltà che si sarebbero potute verificare senza una apposita progettualità in tema di interventi cimiteriali: «ché la Morte non dà congruo preavviso, e si presenta quando meno te lo aspetti» chiosa l’Avvocato Giuseppe Marascia, candidato sindaco a Trapani per “Città a Misura d’Uomo”. All’epoca l’associazione chiedeva che si desse impulso alla procedura di realizzazione dei crematori, inserendo l’opera nel piano triennale dei lavori pubblici. Oggi quella invocata progettualità è diventata parte integrante del loro programma elettorale.

«Non s’allerti il cattolico – spiega l’Avvocato Marascia – perché il Sommo Pontefice Francesco, nell’Udienza concessa al Cardinale Prefetto in data 18 marzo 2016, ha approvato l’Istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede “Ad resurgendum cum Christo” circa la sepoltura dei defunti e la conservazione delle ceneri in caso di cremazione, dove si afferma che “Laddove ragioni di tipo igienico, economico o sociale portino a scegliere la cremazione,…, la Chiesa non scorge ragioni dottrinali per impedire tale prassi, poiché la cremazione del cadavere non tocca l’anima e non impedisce all’onnipotenza divina di risuscitare il corpo e quindi non contiene l’oggettiva negazione della dottrina cristiana sull’immortalità dell’anima e la risurrezione dei corpi”».

«Invero ci sarebbero pure i fondi per realizzare le opere, infatti nel 1990 lo Stato emanava una Legge, la n. 285, che prevedeva la realizzazione nei cimiteri dei crematori», precisa l’Avvocato. «Dopo appena 20 anni, ovvero nel 2010, la Regione Siciliana ne recepì il contenuto e con la Legge n. 18 ne stanziò gli appositi finanziamenti, ma ….. entro sei mesi dall’entrata in vigore della Legge, la Giunta Regionale doveva approvare il Piano Regionale di Coordinamento per la realizzazione dei crematori da parte dei Comuni. Ad oggi, dopo soli 7 anni, non sembra che il detto Piano sia mai stato varato». «Così è l’Italia», conclude l’Avvocato”.

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