Erice, grave emergenza igienico-sanitaria e acqua inquinata nel quartiere Raganzili

Il Sindaco di Erice, Giacomo Tranchida, ha inviato una nota al Prefetto di Trapani, Leopoldo Falco, in merito all’emergenza igienico-sanitaria dovuta ad inquinamento dell’acqua, che permane nel quartiere Raganzili. Di seguito, la nota integrale.[su_spacer]

“Egr. Sig. Prefetto, come a Lei noto – anche in considerazione del prezioso supporto assicuratoci nel recente periodo con l’ausilio dei Vigili del Fuoco – rappresento che nel popoloso quartiere di Raganzili in Erice Casa Santa, sin dallo scorso fine mese di ottobre 2015, permane una “preannunciata” grave emergenza igienico-sanitaria dovuta ad inquinamento dell’acqua che giunge per il tramite della conduttura (mal) gestita, ed ormai assolutamente fatiscente, dall’EAS per la distribuzione nelle case dei cittadini. Per tale ragione, visti gli infruttuosi primi tempestivi interventi/ricerche causa inquinamento, anche questi in via “sostitutiva” dell’inerte EAS, mi ritrovavo costretto ad emanare ulteriore Ordinanza Sindacale, n. 399 del 25/11/2015 (all. 1), per vietare l’utilizzo dell’acqua per il consumo umano e, al contempo, continuare i lavori di sezionamento alla condotta idrica cittadina, sempre in via sostitutiva rispetto ad EAS che ne avrebbe invece la gestione e manutenzione, per delimitare l’ambito urbano onde individuare l’inconveniente sostituendo il tratto di condotta interessato. 

Ad oggi però, nonostante il copioso investimento tecnico-finanziario non si è ancora addivenuti alla definitiva risoluzione/individuazione della scatenante e permanente concausa inquinante. A fronte di ciò, in data 28.12.2015 nei locali di Rigaletta-Milo, convocavo financo le amministrazioni condominiali interessate, il rappresentante della Protezione Civile regionale nonchè il rappresentante dell’EAS Reparto di Trapani per oltremodo approfondire il merito della problematica (vedasi verbale all. 2), non potendo dunque non intervenire in via sostitutiva per l’approntamento idrico emergenziale, anche al fine di contenere gravi emergenti problematiche igienico-sanitarie e finanche prevenire possibili turbative all’ordine e sicurezza pubblica. L’Ing D’Asaro Roberto, delegato dal Commissario regionale EAS, in quella sede, ribadiva l’impossibilità gestionale della manutenzione ordinaria della rete idrica comunale da parte dell’EAS in liquidazione, dichiarando di non poter assicurare alcun supporto economico e dunque operativo nella ricerca della causa d’inquinamento, ancor meno la disponibilità di autobotti per servire l’utenza contrattualizzata. Il Rappresentante della PC si riservava d’informare per la bisogna il suo Dirigente reg.le, senza esito ad oggi. Al pari, nessun riscontro in merito da parte dei Presidente e delegato Assessore regionale, ne dai Dirigenti generali Dipartimento Acque e Rifiuti e Protezione Civile regionale. 

Si sottolinea ancora che ad Erice esiste una condizione di gravità strutturale del sistema idrico ericino tale da aver fatto dichiarare al Governo regionale lo Stato di calamità naturale per la fatiscente rete cittadina, giuste apposite deliberazioni nn. 134 e 135 del lontano 23/04/2008 e nota di riscontro da parte del Dipartimento Protezione Civile Nazionale (prot DPC/CG/0035021 del 27/05/2008), pervenutami per il tramite di codesta Prefettura. Inoltre, con relazione tecnica acquisita nell’ambito di un procedimento per accertamento tecnico preventivo azionato dinanzi il Tribunale di Trapani (procedimento giudiziale n. R.G. 821/2013), il perito nominato d’ufficio rispondeva che, al fine di evitare le carenze strutturali, perdite e cause di inquinamento – causate dalla mala gestio EAS e dall’acqua del dissalatore regionale di Nubia – sarebbe indefettibile il rifacimento almeno di quella parte della rete idrica maggiormente ammalorata che coincide con il quartiere di Casa Santa e frazione di Pizzolungo. Insomma, siamo davanti ad una emergenza intanto igienico-sanitaria annunciata e denunciata da tempo, certificata e datata; ma indicibilmente disattesa nella sua risoluzione dalla (ir)responsabile Regione.

 Nonostante il progetto presentato dal Comune di Erice ai competenti uffici regionali, diversi incontri con i rappresentanti del Governo Regione e del Dipartimento regionale Acque, ad oggi non è stato possibile ottenere alcun finanziamento, nè alcuna certezza o impegno che dir si voglia, ad intervenire definitivamente per il rifacimento della rete. Dal che l’inevitabile ricorso financo al Tribunale delle Acque per l’esecutività amministrativa e dunque per l’ingente riconoscimento finanziario indispensabile in danno dei responsabili. Ma i tempi di certo non appaiono congrui. Il risultato è, che la situazione ormai è giunta davvero insostenibile, sia per i cittadini che devono affrontare ingenti spese per rifornirsi con le autobotti private, molti dei quali non sono più nelle condizioni di sostenere i relativi costi pro-quota condominiali, che per l’amministrazione comunale – gravata dalle difficoltà di bilancio previsionale 2015, peraltro non ancora esitato – che deve sostituirsi quotidianamente ad EAS per i necessari e costanti interventi di manutenzione ordinaria oltre che per incombenze correlate in ragione di circa 500.000€ annui, oltre a quelli ulteriormente posti in essere per l’esposta emergenza, tuttavia ancora non risolutori della causa di grave inquinamento. Non v’è dubbio che siamo difronte a irresponsabili e dolose inerzie, rispetto alle quali si procederà anche in separata sede invocando giustizia. 

Ma il dramma igienico-sanitario “preannunciato” permane e potrebbe estendersi a macchia d’olio su tutta Casa Santa nord (2/3 popolazione, strutture strategiche e commerciali) atteso il “cedimento” strutturale del sistema idrico distributivo, condutture in primis. Per quanto sopra rappresentato, si chiede che la S.S., Voglia valutare la convocazione urgente delle parti, in particolare di un titolato rappresentante del Governo Regionale, oltre che del Dirigente regionale Dipartimento Acque e Rifiuti, del Dirigente regionale Protezione Civile, del Commissario regionale EAS, oltre allo scrivente ed i rappresentanti condominiali e delle Associazioni di tutela dei diritti dei Consumatori – utenti. Nelle more, La invito ad assicurarci il continuo ma potenziato ausilio di rifornimento idrico per l’esasperata utenza con i mezzi tutti rinvenibili”.

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