Fatture EAS fuori misura nel trapanese e inquinamento idrico ad Erice, Fazio presenta interrogazione all’Ars

Il deputato regionale Girolamo Fazio, presidente del Gruppo Misto all’Ars, ha presentato una interrogazione che pone in evidenza alcune questioni che riguardano l’EAS e che preoccupano migliaia di cittadini dei comuni trapanesi e del comune di Erice, in particolare.[su_spacer]

“L’Ente Acquedotti Siciliani, in liquidazione da ben dodici anni, ormai incapace di gestire le reti idriche ma ancora pienamente operativo sul piano amministrativo, negli ultimi 24 mesi ha inviato ai suoi utenti fatture per eccedenze nei consumi idrici, che in taluni casi ammontano a migliaia di euro, assolutamente fuori misura e sulla base di rilevazioni erronee, forfettarie, non verificate. Migliaia di fatture relative agli anni 2008/2009 recapitate nel 2015 sono state impugnate giudizialmente dagli utenti perché prescritte, come hanno anche riconosciuto due sentenze del giudice di pace di Alcamo; per molte altre fatture gli utenti, sostenuti dalla associazione CO.DI.CI – Centro per i diritti del Cittadino, hanno richiesto all’EAS l’annullamento in autotutela in prima istanza, mentre in questi giorni si stanno svolgendo alcune udienze innanzi ai giudici.[su_spacer]

«… a tali istanze con richiesta di annullamento in autotutela – scrive l’on. Fazio nell’atto ispettivo – ufficialmente l’EAS non ha mai dato alcun tipo di riscontro se non sostenendo, a mezzo comunicati stampa ed in nessuna altro modo formale, la correttezza delle misurazioni e quindi delle richieste di pagamento».[su_spacer]

Il quadro descritto per come accaduto nel 2015 si è ripetuto nelle settimane scorse con il recapito delle eccedenze 2010/2011 e nei giorni scorsi con il recapito delle fatture di eccedenza del 2012 «… quindi ancora a distanza di quasi 5 anni, con impossibilità da parte dell’utente di poter verificare l’esattezza delle letture riportate».[su_spacer]

Insieme «a questo aberrante atteggiamento con l’utenza – continua Fazio nell’interrogazione – c’è anche da registrare che l’EAS da quando è stato posto in liquidazione non ha mai riversato agli Enti locali i canoni fognari e depurativi che pure ha incassato con il pagamento delle fatture dagli utenti, e che trattenuti indebitamente potrebbero aprire un altro filone di contenzioso giudiziario con i vari Enti Locali».[su_spacer]

Oltre a trattenere somme non sue l’EAS non è più in grado di intervenire operativamente sulle reti idriche come dimostra il caso del Comune di Erice dove «esiste un conclamato stato di calamità naturale per gravi problemi di natura igienico sanitaria dovuti alla fatiscenza delle rete idrica (delibere di Giunta regionale n. 134 e 135 del 23 e 24 aprile 2008 del Governo Lombardo)» e dove «nel quartiere di Raganzili – Casa Santa si registra l’inquinamento dell’acqua che giunge per il tramite della conduttura EAS».[su_spacer]

Oltre a ciò il comune di Erice è costretto ad una spesa di circa 500mila euro l’anno per sobbarcarsi spese per interventi e riparazioni alla rete idrica in sostituzione dell’EAS.[su_spacer]

Nell’interrogazione il deputato Fazio chiede di conoscere: i tempi e dei modi di chiusura della liquidazione di EAS; se l’EAS intenda «continuare con le procedure dell’invio di fatture il cui importo sia calcolato su consumi forfettari ed in via presuntiva» e se il presidente Crocetta o l’assessore Contraffatto intendano «adottare misure di controllo e richiesta di chiarimenti, alla luce dei fatti esposti, sull’attività e la gestione amministrativa di Eas».[su_spacer]

L’intervento del Presidente Crocetta viene auspicato anche perché «EAS rispetti le norme e retroceda ai comuni gli importi per loro conto incassati relativi ai canoni fognari e depurativi» ed infine per l’inquinamento dell’acqua ad Erice viene richiesto alla Regione di dare seguito alla indicazione data nel 2008 dal Dipartimento di Protezione Civile con la quale si prescriveva di fronteggiare la richiesta di finanziamento di una nuova rete idrica in una parte del territorio comunale di Erice tramite il Fondo speciale Regionale ex Legge 225/1992. Indicazione mai ottemperata dalla Regione”.

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