“Le sentenze non si commentano. Eventualmente si appellano e, se sarà il caso, lo deciderò con i miei legali e lo renderò noto”. Così il consigliere comunale Francesco Salone, in merito all’assoluzione di Vito Santoro (QUI),accusato dallo stesso, del reato di diffamazione. “I motivi del dissenso politico con i vertici provinciali del Pdl dell’epoca – fa sapere Salone-, che portarono me ed altri a costituire un diverso gruppo consiliare c’erano allora e ci sono ancora oggi. Anzi, oggi tali motivi di dissenso sono amplificati e permangono dentro Forza Italia. La parabola discendente del Pdl, la crisi di leadership dentro Forza Italia, la crisi permanente dentro il centrodestra mi danno ragione e, ovviamente, non è la sentenza di oggi che cambia né questi fatti, né la mia valutazione politica. Per quanto riguarda il mio metodo di raccolta dei voti nel 2012 è lo stesso che ho utilizzato per le Regionali e che utilizzerò per le prossime campagne elettorali: ci ho messo e ci metterò la faccia, il cuore, la passione e la vitalità che ad oggi mi contraddistinguono e mi differenziano dai vecchi barbogi della politica cittadina e dell’allora Pdl in particolare”.[su_spacer]

“Il trito argomento del voto di scambio, buono solo per le polemiche di chi non ha altre ragioni da sostenere –continua Salone-, s’è concluso con una archiviazione senza che sia mai stato preso nei miei confronti alcun tipo di provvedimento. Riguardo l’ormai vexata quaestio della assunzione presso l’impresa Delfino 2000 di San Vito Lo Capo, ho più volte ribadito che la collaborazione con essa è durata per 16 mesi, che ogni documento relativo è alla luce del sole (di 1600 euro circa di netto in busta si trattava, e non di 2500 come intenzionalmente scritto nel comunicato del dott. Santoro), che sono stato assunto 7 mesi dopo e non all’indomani delle elezioni, e che a differenza di altri colleghi consiglieri, ad oggi non beneficio della legge 30, per cui bene vengano, se ritenuti necessari dagli inquirenti, ulteriori accertamenti ed approfondimenti di qualsivoglia natura. Mi stupisce, infine, che l’ineffabile dott. Vito Santoro in quanto responsabile del Pdl si sia preoccupato del danno di immagine del partito solo con riferimento alle mie personali vicende e mai si sia preoccupato di analoghe condizioni in cui incorrevano altri consiglieri del suo stesso partito che fin dall’inizio dei propri mandati fruiscono e continuano a fruire dei rimborsi previsti dalla legge 30. Peraltro per la vicenda che mi riguarda mai sono stati presi provvedimenti della magistratura. Santoro non si è mai scandalizzato invece di chi, con ben più pesanti accuse per reati associativi, è ancor oggi impegnato in processi penali e milita nel suo stesso partito”.

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