A Marsala i soliti beceri epigoni del nazifascismo si sono fatti rivedere con una ignobile scritta che nella loro mente ( se ne hanno una) doveva comprendere i tifosi sportivi Trapanesi, magari anche l’intera città, accoppiati con la persona nobile ed eroica di Anna Frank morta nel campo di concentramento nazista di Bergen-Belsen. Insomma la stessa fine.

Non ci sono parole per il disgusto che suscitano queste minoranze di ………..

In realtà le parole giuste ci sono, le hanno trovate i “trapanesi granata” che in risposta su facebook hanno scritto:” Sembra inutile dire che questa offesa non ha senso e chi la scrive è un emerito imbecille ed ignorante; piuttosto vogliamo ringraziare  chi associa la nostra tifoseria ad un simbolo di una speranza che non è mai venuta meno. Della fratellanza che unisce le persone e travalica ogni Paese. Nella nostra umiltà riconosciamo veramente di non essere all’altezza di di Anna Frank, quindi: Grazie. Orgogliosi che Anna Frank tifi per noi”: E’ la loro bellissima conclusione.

Ben poco da aggiungere a questa bellissima risposta di civiltà. Ai “trapanesi granata” è giunto il ringraziamento della Presidenza provinciale dell’ANPI per la loro risposta che, dice la Presidenza ANPI “ venuta dal mondo dei tifosi assume un valore doppio”.

Anche la sezione di Marsala dell’ANPI ha diffuso un comunicato molto duro nel quale tra l’altro è detto:” Gesti, questi, apparentemente stupidi ma sempre più pericolosi e più presenti nella nostra Città.  Encomiabile la risposta dei tifosi-sportivi Trapanesi Granata! E’più facile pulire i muri, le lapidi i toponimi dedicate ai nostri Partigiani che le loro teste depravate da ideologie di morte, terribili nella loro tragicità.

Sono convinto, scrive il presidente della sezione ANPI di Marsala,   che l’A. C. provvederà, come ha sempre e immediatamente fatto, a rimuovere la barbarie consumata contro un’adolescente, Anna Frank, deceduta nel campo di concentramento nazista di Bergen- Belsen in Germania. Alle forze dell’ordine ribadisco la necessità di un maggiore controllo.”

Aldo Virzì

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