Non si arrestano le prese di posizione nei confronti del Sindaco Tranchida per quel suo giustificazionismo dell’ignobile foto istituzionale dell’infiorata con feto e la scritta “Maria sciogli il nodo dell’aborto”. Lungo l’elenco di chi decide di uscire allo scoperto per criticare, per la prima volta, il “Sindaco più amato dai trapanesi”. Da aggiungere che la notizia ha travalicato il territorio provinciale per approdare, con identiche prese di posizione critiche, giornali e associazioni in campo regionale.

 Se appare scontata la presa di posizione, anche istituzionale della consigliera cinquestelle Francesca Trapani: “In qualità di consigliera comunale ma soprattutto da Donna e per tutte quelle donne che hanno combattuto per i diritti, per la legge 194 che ha significato decenni di lotte, vorrei davvero una spiegazione in merito a questa “cosa” sponsorizzata addirittura dalla pagina del Comune di Trapani. Da una istituzione di uno stato Laico. Ricordo che pur rispettando il senso religioso dell’immagine, l’istituzione comunale è laica”. 

Aggiunge: “Ho già mandato una PEC al sindaco e alle assessore che parlano di DONNE, fanno regolamenti per le DONNE, ma loro coerenza? Chiedo che le stesse prendano pubblicamente posizione. Chiediamo al Sindaco, alla giunta ma in particolare alle assessore donne, cosa significa la pubblicazione di una immagine riportante un feto con su scritto “maria sciogli il nodo dell’aborto” che di fatto tenta di minare le fondamenta di un diritto così fondamentale per la salute riproduttiva delle donne”. “La legge 194 è una conquista per il nostro Paese, per le donne, per la democrazia e per la libertà. Le Istituzioni dovrebbero affrontare il tema dell’aborto e altri temi delicati e controversi in maniera neutra, affermando, in ogni circostanza, la laicità dello Stato”. 

Liria Canzonieri segretaria generale della CGIL: “La legge 194 è una conquista per il nostro Paese, per le donne, per la democrazia e per la libertà. Le Istituzioni dovrebbero affrontare il tema dell’aborto e altri temi delicati e controversi in maniera neutra, affermando, in ogni circostanza, la laicità dello Stato”. 

Antonio Gandolfo, articolo Uno: “preme sottolineare la mancanza di adeguato profilo istituzionale sia della prima comunicazione sull’evento patrocinato, sia soprattutto, nella replica alle proteste ricevute da tanti cittadine/i e di rappresentanti di associazioni, attraverso una dichiarazione dove il sindaco addirittura adombra eccessi nella legge 194. Una caduta rovinosa che lascia esterrefatti per l’abbandono della cultura democratica e laica che dovrebbe costituire il fondamento della amministrazione della città. La debolezza professionale espressa nella pasticciata comunicazione istituzionale e, peggio ancora, la regressiva motivazione posta a giustificazione dell’accaduto denotano un deficit di consapevolezza democratica che ferisce molte donne e rassegna una immagine oscurantista della città che lede la sua dignità. Articolo Uno auspica la necessaria riconsiderazione delle prese di posizione adottate dalla amministrazione comunale per rimediare, con urgenza, al fine di ripristinare corrette prassi istituzionali e valori civili condivisi”.

Antonella Parisi responsabile pari opportunità Uil : Parisi (Uil): “Mi risulta davvero incomprensibile, come donna e cittadina, la presa di posizione del Comune di Trapani che sui propri social si rivolge a Maria per scongiurare l’aborto. Le risposte del sindaco alle condivisibili proteste appaiono ancora più incomprensibili dato che dovrebbe sapere che lo Stato è laico e non si rivolge alla Madonna per risolvere i problemi, che l’aborto è sancito da una legge dello Stato ed è un diritto delle donne potervi ricorrere ed infine che è fortemente inopportuno che il Comune patrocini un evento che criminalizza chi agisce secondo una legge dello Stato”. “La legge 194 è una legge che non pretende di essere condivisa da tutti – aggiunge -, ma sancisce un doloroso diritto della donna che non può essere chiamato “eccesso”. Gli eccessi della 194 vanno semmai ricercati altrove, ovvero in quella parte in cui permette che le donne debbano spesso fare giri immensi quando lungo il loro cammino incontrano medici antiabortisti per poter esercitare un diritto che non può aspettare, che non ammette ritardi, soprattutto se questi ritardi sono addebitabili allo stesso Stato che quel diritto lo dovrebbe garantire”.

Infine è giusto dare conto della nota che ci ha mandato Claudio Maltese, presidente dell’associazione che ha organizzato l’infiorata:” A nome mio personale e dell’Associazione “tradumari&venti”, organizzatori della Scalinata San Domenico “Art&Fiori”, giunta alla sua XI edizione, SI CHIEDE scusa a chi si è sentito mancar di rispetto nel nostro quadro artistico fioristico dedicato all’argomento delicato dell’aborto). Da qualcuno non arriveranno mai.

                                                                       A. V.