Una città di indignati, il più indignato, come sempre, è il primo cittadino, il Sindaco Tranchida che ha dimenticato di essere andato sul molo del porto a portare la solidarietà agli immigrati della nave “Diciotti”; ma si sa i tempi sono cambiati, anche le scelte politiche come si è visto in occasione delle famiglie arcobaleno. Tranchida decise subito da che parte stare.

 Quelle due navi al largo delle coste trapanesi piene di immigrati, per la maggior parte tunisini, suscitano la sua indignazione subito alimentata dai suoi afficionados, in particolare quelli provenienti dal “mondo salviniano”. Quelle due navi sarebbero un pericolo per la città, rischiano di far fuggire da Trapani la flotta enorme di turisti che si è riversata in città, che anima la movida notturna, che sta facendo ricchi gli esercenti trapanesi. Il pericolo sembra essere il Covid19 che trasmigrando via aerea per un paio di miglia arriva sino ai nostri lidi con risultati che è meglio neanche pronunciare.

Questa è la reazione di una città senza cultura e senza storia, almeno recente. Se qualcuno che è sempre vissuto a Valderice, località Fico, ( lo scriviamo con il rispetto dovuto a quella splendida cittadina) avesse letto qualcosa della città che ha deciso di amministrare, avrebbe saputo che fra Trapani e la Tunisia, Tunisi in particolare, c’è una lunga tradizione di rapporti. Sono stati i nostri nonni a “invadere” la Tunisia e Tunisi in particolare; se fosse andato a La Goulette, il porto di Tunisi, avrebbe scoperto che c’è un intero quartiere chiamato “Lilltly Sicily”, avrebbe scoperto che nella piazza di La Goulette, c’è una chiesa dedicata alla Madonna di Trapani, simile alla nostra; avrebbe scoperto che la statua della Madonna è simile a quella venerata dai trapanesi e che da sempre in contemporanea con Trapani c’è a La Goulette la processione della “loro” Madonna. Avrebbe scoperto che in quella chiesa i registri dei battesimi  sono pieni di trapanesi, figli di trapanesi che li vivevano e lavoravano, non per fare gli schiavi e gli sfruttati, come facciamo noi , spesso e non tutti, con gli immigrati. Poi, nella speranza che abbia almeno letto un bel libro su Sebastiano Bonfiglio, avrebbe scoperto che da circa trent’anni Trapani è ufficialmente gemellata con la città di La Goulette, Sindaco Erasmo Garuccio. E siccome il cronista è stato testimone di quel gemellaggio e dell’accoglienza che non solo la comunità di La Goulette, ma il governo Tunisino al più alto livello ha avuto per la nostra città, almeno per questi precedenti ritiene che i cittadini trapanesi, la metà dei quali ha quasi sicuramente un discendente che è stato a lavorare a Tunisi o con i tunisini, dovrebbe mettere da parte la sua indignazione e, per quanto possibile, adoperarsi e sperare che la Tunisia, alla nostra provincia più vicina di Palermo, possa ritrovare la sua economia e i suoi fasti.

Non fanno riferimento alla storia ma prendono  posizione, durissima contro Tranchida, l’on. Carmelo Miceli, membro della segreteria nazionale del PD e l’avv. Marco Campagna, portavoce di Base riformista che arrivano a chiedersi, quest’ultimo in particolare, se Tranchida è iscritto al PD. Decidiamo di riportarle integralmente.

On. Carmelo Miceli: Le dichiarazioni del Sindaco Tranchida mi lasciano perplesso.Un amministratore con la sua storia, la sua tradizione, i suoi valori e la sua esperienza dovrebbe sapere che il posizionamento di navi per la quarantena dei naufraghi sulle città portuali siciliane che affacciano sul mediterraneo, in costanza di una pandemia, è una scelta provvisoria, divenuta necessaria per rimediare allo smantellamento delsistema degli SPRAR e la sopravenuta mancanza di luoghi stabili dove ricoverare, temporaneamente, bambini, donne e uomini sbarcati dal mare.Da Tranchida mi sarei aspettato la capacità e il coraggio di sapere spiegare ai trapanesi  che la collocazione di qualsiasi nave quarantena avviene con la totale garanzia e il rispetto della sicurezza e dell’incolumità dei cittadini, senza che ci sia alcun contatto tra naufraghi e residenti.Così come dovrebbe sapere e spigare che i migranti non resteranno a Trapani in eterno ma saranno ricollocati non appena saranno certi gli esiti dei tamponi e che la nave Aurelia, immediatamente dopo, lascerà Trapani.Mi stupisce che un dirigente e amministratore democratico del calibro di Tranchida si lasci andare ad una sterile polemica in salsa simil sovranista.E credo che Tranchida per primo dovrebbe avvertire la necessità di spiegare alla comunità democratica e ai vertici del partito come mai, nell’ultimo periodo, polemiche come queste stiano diventando una costante.

Avv. Marco Campagna: Le dichiarazioni del Sindaco Tranchida non ci possono lasciare indifferenti, non sono nuovi i suoi attacchi al Governo che lo hanno portato anche ad impugnare il Dpcm che prorogava il locodown.L’invito ai cittadini alla delazione durante il lockdown, gli attacchi al Ministro Boccia accusato di dire fesserie, la mancanza di rispetto per le istituzioni di chi parla di “Repubblica delle Patate”, oltre ai continui distinguo nei confronti di temi che sono parte del Pd.Non dimentichiamo la posizione intollerante sulle famiglie arcobaleno che portò ad una grande mobilitazione dei trapanesi e al ricorso in tribunale.Tuttavia, l’ultimo comunicato è andato ben oltre, chiunque lo legge e non conosce Trapani, immagina sia amministrata da un sindaco di destra se non addirittura leghista.Sono gravi i commenti che ha provocato la presa di posizione del primo cittadino, che non solo ha fornito dichiarazioni inesatte ma ha alimentato una rabbia incontrollata sui social nei confronti dei migranti e anche del governo.In considerazione di tutto questo e del fatto che non è obbligatorio avere una tessera di Partito, ma se si decide di averla seppur con spirito critico, si devono condividere almeno i principi di quel partito, si chiede al Segretario Regionale e a quello Provinciale di intervenire al fine di verificare se il Sindaco Tranchida sia ancora un iscritto del Partito Democratico e se le sue dichiarazioni in tema di accoglienza e non solo e i suoi ripetuti attacchi al Governo Nazionale, siano compatibili e tollerabili.

                                                                                       Aldo Virzì

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