504.505 euro: è questo il contributo nell’ambito del FURS – Fondo Unico Regionale dello Spettacolo, a cui avrebbe avuto diritto, “per merito”, il Luglio Musicale Trapanese. Ma l’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo ne ha accordati al nostro teatro di tradizione soltanto 30.000. E la reazione non si è fatta attendere: Il Consigliere Delegato del Luglio, in una lettera indirizzata all’Assessorato, ha chiesto formalmente la revoca del piano di assegnazioni del fondo in questione per tutti i teatri di Sicilia e la sua conseguente rimodulazione diretta a porre rimedio all’evidente disparità di trattamento che ha danneggiato l’ente lirico della provincia di Trapani. [su_spacer]

Il FURS, che è diventato operativo con l’approvazione della legge finanziaria regionale 2015, è nato con la finalità di porre rimedio ad una stortura tutta siciliana che da anni prevede, in appositi capitoli del bilancio regionale, cospicui contributi in favore delle grandi fondazioni teatrali e orchestrali: si tratta di un sistema fuori dal tempo, in base al quale i teatri pubblici palermitani, catanesi e messinesi e l’Orchestra Sinfonica Siciliana, anch’essa con sede nel capoluogo di Regione, si spartiscono il 92% delle risorse regionali destinate alle attività di spettacolo e ciò secondo un criterio legato alla sola e semplice esistenza di questi soggetti e non, invece, alle loro performance gestionali e alla qualità e quantità delle loro produzioni. Agli altri operatori teatrali e musicali, pubblici e privati, rimangono le sole briciole o, addirittura, nulla. Il FURS – Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo nasce, quindi, come strumento diretto a correggere questa evidente distorsione che premia spesso carrozzoni pubblici inefficienti ai quali mamma Regione consegna, ogni anno, circa 40 milioni di euro che servono in massima parte a pagare gli stipendi di un numero di dipendenti amministrativi talmente elevato e talmente protetto da politica e sindacati, da non essere sostenibile né dal punto di vista gestionale né da quello economico, tanto meno da quello etico, in questo periodo di crisi. Ovviamente, contestualmente alla legge istitutiva del FURS, venne emanato anche il regolamento a cui attenersi per l’assegnazione del punteggio di merito su cui si sarebbe dovuta basare la quantificazione del contributo maturato.[su_spacer]

A far punteggio, il numero di artisti scritturati e le ore di lavoro a questi riconosciute, il numero di repliche portate in scena come la quantità di pubblico che ha riempito il teatro ed altri parametri qualitativi e quantitativi. Tutti aspetti, per i quali il Luglio Musicale, soprattutto nelle ultime due stagioni, si è distinto particolarmente, e non solo in ambito regionale. Infatti, grazie ai numeri prodotti nel periodo preso in considerazione in applicazione dello stesso regolamento, l’Ente Luglio Musicale Trapanese, così come certificato nelle tabelle allegate al Decreto dell’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo, ha maturato un contributo “da punteggio” di 504.505 euro. Una cifra importante che cambierebbe le sorti di un piccolo Ente come il Luglio e che, soprattutto, riconoscerebbe i frutti dell’enorme lavoro svolto in queste ultime due stagioni.[su_spacer]

Immaginiamo, quindi, lo sgomento e la sorpresa, quando, contestualmente al punteggio raggiunto e al contributo maturato, l’Assessorato ha comunicato nei giorni scorsi agli uffici del Luglio Musicale che il contributo previsto per l’Ente trapanese ammontava a soli 30.000 euro. Ben 474.000 euro di differenza rispetto a quanto dovuto: una incomprensibile e inaccettabile enormità.[su_spacer]

Ma il Luglio, sebbene sia il più danneggiato tra gli 11 soggetti che figurano nell’elenco delle assegnazioni, non è l’unico in provincia di Trapani: anche la Fondazione Orestiadi di Gibellina, infatti, che avrebbe avuto diritto a quasi 200.000 euro, si è vista assegnare un contributo di soli 107.000 euro.
Alla immediata richiesta di spiegazioni avanzata dal Consigliere Delegato del Luglio Musicale, Giovanni De Santis, per tutta risposta i dirigenti dell’Assessorato Regionale del Turismo hanno spiegato che il profondo taglio effettuato ai contributi è da inquadrare in una politica di privilegio riservata agli Enti più grandi e importanti (e “costosi” aggiungiamo noi), quelli che da sempre sono destinatari esclusivi di altri stanziamenti molto consistenti (nell’ordine di svariati milioni di euro ciascuno) e che sul piano del rapporto costi-rendimenti non hanno, in gran parte, mai brillato. Una logica assurda che contraddice lo stesso spirito e la lettera della Legge Regionale che ha istituito il FURS. Detta norma, infatti, nasce per sostenere enti, associazioni e teatri che con efficienza, efficacia ed economicità di gestione si impegnino nella produzione e promozione della musica e del teatro in Sicilia. La reazione dei vertici del Luglio – come detto prima – non si è fatta attendere. [su_spacer]

Durissima è stata la reazione del Sindaco di Trapani, Vito Damiano: “Si tratta dell’ennesimo tentativo di scippo messo in atto dalla Regione Siciliana in danno della città di Trapani e di tutto il suo territorio” – ha detto – “Un copione su cui la Regione sembra esercitarsi sempre più di frequente” continua, sottolineando, poi, come “il Presidente della Regione in questa città sia ben rappresentato, da qualcuno che, però, evidentemente, al momento e nei luoghi opportuni, dimentica poi di rappresentare, a sua volta, la sua città e i suoi stessi elettori”.
“Cosa hanno fatto fin qui gli otto onorevoli eletti alla Regione nella provincia di Trapani?” – rincara il Sindaco di Trapani. E poi: “Il Governo Crocetta non soddisfatto per avere già messo in ginocchio la Biblioteca Fardelliana e l’Ente Luglio Musicale Trapanese azzerando i 510.000 euro che l’ex Provincia Regionale di Trapani garantiva quale dotazione finanziaria per il sostegno dei due maggiori presidi culturali della nostra provincia, adesso, in palese violazione di una sua stessa Legge, non riconosce oltre 470.000 euro allo stesso Luglio Musicale Trapanese e circa 100.000 alle Orestiadi di Gibellina per darli a teatri e orchestre palermitani, catanesi e messinesi indebitati per decine di milioni di euro! Non possiamo e non dobbiamo sopportare. Evidentemente, i deputati regionali palermitani, catanesi e messinesi tutelano con i fatti i loro territori.”.

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