La risposta di Aldo Virzi: Lettera aperta all’ex sindaco Fazio

Di seguito la nota integrale di Aldo Virzì in risposta alla lettera aperta pubblicata ieri da Girolamo Fazio sul proprio profilo Facebook.

Lettera aperta all’ex sindaco Fazio

Egr.   Sig. Fazio,

Ritengo che la sua lettera aperta, da me attesa anche negli argomenti, pubblicata su suo sito e  solo successivamente inviata al giornale che dirigo, che pertanto non pubblico, meriti una risposta adeguata, costringendomi, sin qui avevo fatto solo il giornalista, ad entrare nel merito di questioni personali. A cominciare dallo stile che notoriamente la distingue, a me molto noto, come quando “costretto” a darmi un incarico superiore perché altri, non Lei, mi riconoscevano qualità e capacità, mi minacciò, suo solito, se non avessi raggiunto i risultati auspicati. Le sue minacce sono rimaste nel cassetto! Poi ha cercato di distruggere un ufficio, quello da me diretto, che era diventato punto di riferimento anche in campo nazionale da parte dell’Istat che mi onorò chiamandomi a fare parte di prestigiose commissioni nazionali. Ho dovuto far intervenire il Comstat ( forse Lei non sa neanche cosa è quell’organismo) per farla recedere, leggi alla mano, da certi suoi propositi. Si rilegga quelle lettere. Ci riuscì solo alla fine del suo mandato con la “complicità” purtroppo legale, ma con una bugia ( tò ritornano ) di un segretario generale. In quella intervista a Telesud lei parlava di capacità ad organizzare uffici. L’ho vista e conosciuta: da funzionario comunale, da cittadino e se mi permette, da giornalista. Ecco, le chiarisco perchè le mie considerazioni  sul suo efficentismo c’entrano  in quell’articolo!  So che a Lei piacciono i giornalisti corifei. Io non sono tra questi. E, la prego, lasci stare la deontologia, come il pudore e, dagli ultimi accadimenti che la riguardano, la morale non credo che Ella sappia dove stia di casa.

Andiamo alla meschinità della  sua vendetta: la “sanzione” amministrativa di cui sono stato oggetto. Io  sono onorato di quella sanzione. Non mi sono nascosto quando Ella con il vigile che l’accompagnava in bicicletta come ha fatto per anni nelle sue passeggiate per la città – e non poteva farlo perché Ella non aveva diritto alla tutela che può essere concessa solo dal comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, spendendo soldi, tanti, dell’erario pubblico – mi “sorprese” mentre con una collega (che vergogna e caduta di stile con questa citazione!), stavamo rientrando dal vicino bar dopo un caffè. Lei non dice che io avevo un esubero orario di circa 400 ore in quel periodo e che sono andato in pensione regalando mesi di ferie non godute e esuberi orari per centinaia di ore. Certo, io non ho timbrato il cartellino, non mi sono nascosto come fa qualcuno. L’ho confermato allorchè ella sbrigativamente mi deferì per il provvedimento disciplinare con una lettera nella quale aggiunse altri argomenti falsi (un’abitudine) che dovrebbero farla vergognare ancora oggi. Io non ho minacciato querele. L’ho fatto  immediatamente e ancora oggi aspetto di sapere che fine ha fatto quella querela, se vuole la posso anche pubblicare insieme alla mia lettera di risposta. Vorrei sperare che Ella non avesse trovato comprensione anche in questa occasione al Palazzo di giustizia.

Io non mi nascondo. Ho sbagliato, errore veniale, e ho pagato con il rimprovero, Ella, altra bugia, in un giornale che non c’è più scrisse che ero stato condannato. Il pregiudicato non sono io. Si chiama Girolamo Fazio. Io sono andato a bere un caffè, non sono andato a riprendere i miei figli al lido Paradiso, magari con auto di servizio e autista. Da qualche parte del mio archivio dovrebbe esserci ancora avere una foto, so per certo che alcuni consiglieri comunali del tempo l’hanno vista. Potrei continuare, ma mi fermo qui, salvo ulteriori repliche.

Siamo diversi egregio Signore. Io posso scrivere quello che ho scritto perchè conosco il pudore, perché  sono un giornalista che, a differenza di altri colleghi, purtroppo ho avuto modo di conoscerla anche dall’interno di quel comune che Ella ha dipinto come un paradiso. Forse il suo e di qualche suo raccomandato.

                                                                                                                                                    ALDO VIRZI’

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