Annidata nel cuore del centro storico della città, nasce a Trapani la prima e autentica hostaria messicana. Sita in via Crociferi 27, alle spalle dello storico palazzo Ripa, La Santa Muerte aprirà i battenti oggi lunedì 21 giugno.

Una vera e propria finestra spalancata su una veduta oltreoceano dal gusto inedito ed esotico.
Un sogno che si realizza, lo ha definito Tony Sansica, promotore del progetto e noto bartender trapanese che negli ultimi anni ha girato in lungo e in largo, dallo stivale fino alle rive del Tamigi, alla ricerca dei profumi e dei sapori tipici del Messico di una volta. Attraverso la morfologia dei piatti, l’importazione diretta delle materie prime, la vivacità degli ambienti e il modo colloquiale con cui il cliente è accolto, La Santa Muerte è capace di restituire, con un discreto margine di fedeltà, non solo un compendio culinario che abbraccia le più tradizionali ricette regionali del Messico, ma soprattutto la peculiare forma mentis di un popolo forgiato da secoli di storia, in una terra calda, eccentrica e carnale dove, tra le originarie radici Maya, si sono innestate le culture indigene azteca e amerindie, influenzate in seguito da echi caraibici e dalle impronte iberiche dei conquistadores.Sono esattamente queste le caratteristiche che ritroverete all’interno dell’hostaria, celebrate mediante l’arredo vivace e appariscente dalle tinte luminose, le note in sottofondo di un guitarrón dei mariachi, l’equilibrio gastronomico che si nutre di accostamenti arditi e complessi che, pur nella loro semplicità rurale, raggiungono un impatto culinario altissimo.

Accantonate per un attimo il canone mediterraneo e immergetevi nella scoperta di panorami inusuali. Sospendete l’immagine stereotipata del peperoncino, come se tutta la cucina messicana fosse riducibile unicamente ad esso. Certo, svolge un ruolo predominante, ma non esclusivo.
Per intuire quanto la gastronomia messicana sia variegata e fantasiosa, basti pensare al cochinita pibil, piatto a base di carne suina a lungo marinata con succo d’arancia e spezie, o al guacamole, antichissima salsa di matrice azteca che miscela la cremosità dell’avocado alla ruvidità del lime.

Queste, e altre ricette, esprimono la stessa geometria appariscente ed essenziale, armonica e minimalista che delinea i tipici ambienti messicani, luoghi d’ozio e di svago che l’hostaria ripropone con dovizia nelle componenti d’arredo: sedie colorate con seduta in paglia, teli di juta, fioriere, sombreri e, ovviamente, i calaveras, i famosissimi teschi messicani che il locale ha adottato come logo proprio per la carica energetica positiva che, da tradizione, tali immagini votive sono in grado di veicolare. L’arte povera messicana si sposa con una ricchezza gastronomica capace narrare un preciso modo di approcciarsi alla vita. Per questo l’identità de La Santa Muerte è quella dell’hostaria, di un luogo dalla calda accoglienza informale, familiare per certi versi. E per quanto si possano spendere parole nel descriverla, l’unico modo per comprendere un’esperienza culinaria sui generis è provarla. A tal proposito vi consigliamo i piatti di punta del locale, el caballero e la santa muerte, una panoramica di antipasti che spaziano dalle alette di pollo marinate con salse e spezie, alle pannocchie di mais piccanti d’importazione sudamericana, dagli anelli di cipolla ai tacos, tortillas di mais fritte e croccanti, dai red hot jalapenõs farciti con crema di formaggio al classico chili con carne, piatto caratteristico della comida callejera del XIX secolo (antesignano dell’odierno street food). Ovviamente non mancheranno i churros, dolci tipici realizzati con un impasto home made e serviti caldi con zucchero, cannella e una colata di cioccolato al peperoncino.


Il tutto da accompagnare con la classica sangria o con la tipica cerveza messicana impreziosita dall’aggiunta di tequila, Cardosa, per chi ama un retrogusto amarognolo, Desperados per chi predilige le note dolciastre.
Siete ancora indecisi e pensate di temporeggiare con un aperitivo? Troverete tutti i classici intramontabili dell’american bar. Ma non dimenticate, la regina indiscussa de La Santa Muerte è la tequila. Blanca, reposada, lisca, limón y sal, e secondo tutte le declinazioni che mani esperte sapranno proporvi, dal margaritos (da non confondere col più noto margarita), al Mezcal Reposado di Yuu Baal, comunemente nota come “la tequila col bruco” perché quest’ultimo, ospite della pianta di agave da cui viene realizzata la tequila, finisce imbottigliato insieme al distillato. Una vera prelibatezza per i messicani.
Per l’atmosfera semplice ed essenziale, per l’alta qualità del servizio e, non ultimo, per la cucina dalla spiccata personalità, La Santa Muerte rappresenta una tappa irrinunciabile sia per i clienti locali sia in prospettiva di un circuito turistico culinario di più ampio respiro. Sapete infatti cosa accade quando passione e maestria si sposano per restituire fedelmente la storia e l’anima di un popolo? Venite a scoprilo.



Per info e prenotazioni:
telefono: 0923 29060


email: hosterialasantamuerte@gmail.com
facebook: hosteria la santa muerte