Era quasi scontato che la transazione tra il comune di Erice ed il Consorzio Universitario avrebbe avuto una coda polemica e che protagonisti principali sarebbero stati coloro che a dicembre, dopo la seconda condanna al comune ericino, si erano “permessi” di criticare tutta la gestione di chi era a capo dell’amministrazione ericina: Tranchida prima e successivamente la Toscano. Alle critiche i due Sindaci avevano risposto duramente anche con lo sberleffo. Dopo la raggiunta transazione per la legge del contrappasso sono loro oggetto degli sberleffi, ma non solo.

L’ingegnere Alessandro Barracco consigliere comunale ad Erice, definito da Tranchida in maniera irridente  “dotto”, avvalora, senza sfottò, la sua cultura e annunciando “venti di guerra” in consiglio comunale così commenta :” Le metaformosiovidiane, in confronto, sono decisamente meno immaginificheMai avremmo potuto immaginare un triplo salto carpiato all’indietro della Sindaca di Erice Daniela Toscano sul tema Università. Parlando di Università trapanese, siamo passati da uno “non serve! sforna solo disoccupati!” detto in TV durante un confronto tra candidati sindaci, nel lontano 2017, a un elettivo e molto accattivante “nella consapevolezza del ruolo strategico che esso [il Consorzio, n.d.r.] riveste per il territorio comunale e provinciale”.

Viene da chiedersi cosa sia successo davvero per questa illuminazione sulla via di Damasco. Forse la consapevolezza, che mai confesserà (!?!), del danno erariale catastrofico cui il Comune di  Erice era (o forse è ancora) destinato ad affrontare? 

In ogni caso, avevamo dunque ragione quando prima, durante e dopo la campagna elettorale del 2017 per l’elezione del Sindaco e il rinnovo del Consiglio Comunale dicevamo che Università e città condividono una le sorti dell’altra, in un continuo e inevitabile scambio di saperi, risorse e capitale umano. Uno studio commissionato dall’Unione Europea ha evidenziato l’impatto socio-economico del settore cultura e creatività. Nel 2003 in Europa il settore ha fatturato più di 654 miliardi di euro e ha contribuito per il 2,6% al PIL dell’UE.

L’università, che si occupa di cultura, paradossalmente non è inserita tra i soggetti che operano per la crescita del settore culturale. Il mondo accademico considerato, di contro, uno dei tre soggetti indispensabili per avviare processi virtuosi legati al trasferimento della conoscenza nell’ambito del settore industriale (il modello della Triple Helix di Etzkowitz), sembra non essere chiamato in causa nello sviluppo del settore culturale e, di conseguenza, delle città. Questo nella comune accezione. Ma ci sono esempi in cui questo invece è del tutto falso. Si veda il caso di Camerino, di Bergamo, di Lecce o di Enna per restare vicini a casa.

Viene da dire che finalmente l’amministrazione ericina si sia svegliata da una narcolessia a comando. Bene.Di certo porterò la questione in Aula consiliare, di nuovo, per chiedere che si apra un dibattito politico sulla questione. Anzitutto sulla copertura finanziaria del debito fuori bilancio, perché è bene ricordarlo, le amministrazioni Tranchida prima e Toscano dopo, non hanno stanziato un solo euro per l’Università. Più di trecentomila euro che dovremmo coprire nei prossimi tre anni. Soldi che pagheremo senza avere avuto nessuna voce in capitolo nella gestione del Consorzio visto che, per una scelta politica orgogliosamente rivendicata da Tranchida, Erice ha smesso di sedere al tavolo decisorio. Ah, già, ma questo è un problema delle prossime amministrazioni.

Anche l’avv. Maurizio Miceli, dirigente di Fratelli d’Italia era stato preso di mira dal Sindaco Tranchida che lo aveva definito “candidato Sindaco <coniglio>, questa la sua pungente replica che allarga il discorso con una velata minaccia alla corte dei conti: Alla fine il sindaco Toscano andò a Canossa. D’altra parte se lo ha fatto Enrico IV imperatore figuriamoci la povera Daniela… Come Erice anche Canossa, del resto, è un borgo medievale. Potremmo dire che è partito un gemellaggio…

A Canossa è andata insieme all’iper Sindaco di tutti noi, Giacomo Tranchida (altro che l’Imperatore), vero regista (come da lui stesso rivendicato) della mediocre operazione che oggi appesantisce non poco le finanze del Monte.

Entrambi tuttavia limitano i danni, grazie ad una transazione che alleggerisce il Comune di Erice di oltre la metà del suo debito, con l’accordo del cda del Consorzio Universitario in cui, è bene ricordarlo, anche il Comune di Trapani è rappresentato.

Resta da vedere come la Corte dei Conti si porrà rispetto a tutta questa vicenda: rispetto agli amministratori del Comune di Erice del tempo in cui fu deciso di abbandonare il Consorzio e altresì rispetto ai componenti del cda di quest’ultimo, presieduto dal prof. Franco Torre, componente indicato dal Comune di Trapani, anch’esso ente sottoposto alla vigilanza della magistratura contabile, che hanno disposto transattivamente di un credito certo, liquido ed esigibile rinunciando ad oltre la metà dello stesso.

Peraltro, proprio i comuni “virtuosi” col Consorzio, come Marsala, che  dovrebbero pretendere maggior rigore invece si sono accodati alla decisione transattiva.

Risibile, non poco, l’affermazione della Toscano sul rilancio dell’Università, così come il pretestuoso riferimento al fantomatico “Campus Universitario” a giustificazione della transazione, senza tenere conto dei danni e delle occasioni perse a causa del mancato pluriennale contributo al Consorzio.”

Da queste prese di posizione si intuisce, ma anche questo era prevedibile, che il caso Università/comune di Erice non è affatto chiuso,nonostante i tentativi della Sindaca Toscano di rasserenare l’ambiente facendo riferimento oggi – diversamente a qualche mese prima quando i toni erano bellicosi – ad un  “sereno e leale confronto anche mediante questa soluzione conciliativa, il Comune, sta facendo il possibile per rinvigorire il rapporto con il Consorzio Universitario nella consapevolezza del ruolo strategico che esso riveste per il territorio comunale e provinciale.” 

                                                                                       Aldo Virzì