Mentre a Marsala e successivamente ad Alcamo compaiono le cosidette “Vele della disinformazione”, sul decreto Zan, ancora fermo in parlamento per l’ostruzionismo delle destre contro una legge di civiltà che ha tutta l’Europa, si susseguono le prese di posizione dei vari movimenti e organizzazioni femminili e non.

Tra queste anche l’ANPI ed il suo coordinamento nazionale donne del quale fa parte Angela Savona, vice presidente provinciale ANPI di Trapani: “ Mercoledì sera ci siamo, ancora una volta incontrate, ovviamente in modalità remoto, per affrontare anche il problema della Legge Zan e dei tentativi delle destre, le più retrive, di ostacolarne il cammino in Parlamento con manovre ostruzionistiche come quelle di presentare altre proposte, come il ddl Ronzulli, Salvini, Binetti, Quagliarello. Il tentativo delle destre va sconfitto, anche con la mobilitazione popolare, come è successo ad ottobre dello scorso anno” conclude Angela Savona, che rende noto il documento del coordinamento nazionale donne ANPI: “ Approvare al più presto il ddl Zan sul contrasto a ogni discriminazione sessuale e sulla tutela di ogni identità di genere che rafforza la legge Mancino. L’odio contro le donne e lgbt sui social e nella vita reale. L’Italia non resti schiacciata dall’omotransfobia e dalla misogenia praticata dalle destre. Per il nostro Codice penale, grazie anche alla legge Mancino, sono reati la “Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa”. Delitti da punire con il carcere e con multe salate, a seconda della gravità dell’atto.

Gli articoli del Codice penale 604-bis e 604-ter si ispirano con evidenza all’articolo 3 della nostra Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Nei due articoli del Codice penale però non era ancora prevista la discriminazione sessuale e l’istigazione a delinquere per motivi di genere. Intanto l’odio contro le donne, le lesbiche, i gay, i bisessuali, i transessuali viaggia indisturbato sui social e nella vita reale. Per cinque volte i tentativi di aggiornare il Codice Penale sono andati a vuoto per l’ostruzionismo di una destra oscurantista che mai ha digerito la legge Mancino e che vuole annientare la dignità della persona con una strumentale e irricevibile difesa di una presunta “libertà di opinione”