Il consigliere Salone denuncia: “Lavoratori delle liste di mobilità impiegati in maniera impropria dal Comune”

Il consigliere comunale Francesco Salone ha presentato al sindaco ed alla giunta una interpellanza con la quale chiede all’amministrazione comunale chiarimenti circa l’impiego, a partire dall’agosto 2015, di 20 lavoratori in mobilità. Salone denuncia probabili violazioni delle norme che ne regolano l’utilizzo, il rapporto di lavoro ed il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.[su_spacer]

«L’art. 7 del decreto legislativo del 1 dicembre 1997, n 468 – spiega Salone – consente, attraverso precisi progetti di lavoro, l’impiego negli enti locali di lavoratori che fruiscono del trattamento straordinario di integrazione salariale o di mobilità. Insomma un modo per collegare gli ammortizzatori sociali ad un lavoro socialmente utile».[su_spacer]

“I lavoratori vengono indicati autonomamente dal Centro circoscrizionale per l’impiego e non possono rifiutare la collocazione tuttavia «ciò non vuol dire che non abbiano diritto a precise tutele – dice Salone – tant’è che la modalità di impiego è rigorosamente stabilita dalle norme; la legge dice cosa possono e non possono fare e quali sono i doveri del datore di lavoro, in questo caso il Comune di Trapani».[su_spacer]

«Ebbene – continua Salone – questi lavoratori non mi risulta siano stati inseriti nel documento unico di valutazione dei rischi, obbligatorio in forza della legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, ed inoltre tale personale deve essere dotato di tutti gli strumenti e gli attrezzi di prevenzione antinfortunistica (dispositivi di protezione individuale: guanti, calzature, mascherine, occhiali, abbigliamento se previsto). Mi risulta che in alcuni casi ciò non sia accaduto. Perché? Allo stesso modo tali lavoratori avrebbero dovuto passare una visita medica di idoneità al lavoro. Non mi risulta siano mai stati visitati per tutto il 2015 e solo qualche settimana fa, solo perché mi sono interessato della vicenda, il comune ha mandato in visita di controllo quei lavoratori che nel frattempo sono stati richiamati per una proroga del progetto; mi risulta anche – afferma ancora Salone – che in taluni casi questo personale, che non è parte della pianta organica del comune e che dovrebbe avere solo funzione ausiliaria, sia stato impiegato senza sorveglianza di alcun dipendente comunale, senza alcun responsabile di progetto presente sul luogo di lavoro. In taluni casi è stato impiegato, come per esempio al cimitero comunale, per consentire la copertura dei turni perché il personale comunale potesse andare in ferie. Sembra addirittura che tale personale non di ruolo sia stato messo nelle condizioni di aprire e chiudere il cimitero comunale con consegna nelle loro mani delle chiavi della struttura. A mio avviso tutte queste circostanze sono una pesante forzatura, se non addirittura una violazione delle norme»[su_spacer]

Attraverso l’interpellanza Salone chiede di sapere dal sindaco e dalla giunta «se intendano intervenire per accertare eventuali responsabilità nell’impiego di tali lavoratori al di fuori delle regole prescritte dalla norma» ed in particolare:

– se i LSU siano mai stati inseriti nel documento unico di valutazione dei rischi, e se sì a far data da quando;

– per quali ragioni tale personale LSU in alcune occasioni non sia stato dotato dei dispositivi di protezione individuale in violazione del Decreto legislativo 81/2008 e ss.mm.ii;

– come sia stato possibile che personale LSU in alcune occasioni abbia potuto condurre un automezzo del Comune e se ciò non rappresenti una grave violazione della norma che ne regola l’impiego e del progetto presentato alla CPI;

– se siano stati predisposti turni di servizio e impieghi in cui il personale LSU abbia operato in assenza di coordinamento del personale comunale;

– se tale personale LSU sia stato utilizzato in turni di servizio per consentire le ferie al personale comunale in servizio presso il Cimitero;[su_spacer]

Copia dell’atto ispettivo è stata inviata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale, all’Ufficio provinciale del lavoro, all’Asp di Trapani, con richiesta di intervento ciascuno per le proprie competenze.

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