L’ex infermiere di Marsala Maurizio Spanò è stato condannato in maniera definitiva a 9 anni e un mese di prigione. La Cassazione si è pronunciata su un caso di cronaca estremamente scottante, dato che l’imputato è stato punito per aver commesso violenze sessuali sui suoi stessi pazienti sedati.

La Suprema Corte ha confermato la sentenza di primo grado, a sua volta seguita da quella della terza sezione penale della Corte d’Appello di Palermo. In quest’ultima circostanza, Spanò era stato sanzionato con un mese in più di detenzione in seguito ad una nuova querela. I giudici di secondo grado hanno affermato che l’ex infermiere non ha mostrato alcuna volontà di ravvedimento dalle sue violenze perpetrate a persone che si erano appena sottoposte ad esami diagnostici piuttosto delicati, quali ad esempio colonscopie e gastroscopie.

Le terribili situazioni si erano verificate presso lo studio medico del gastroenterologo Giuseppe Milazzo, situato in via Sanità a Marsala. Intorno alla vicenda erano stati portati avanti due filoni d’indagine. Nel primo caso, una donna aveva presentato denuncia dopo aver subito violenza durante la sedazione. Nel secondo, i carabinieri avevano installato telecamere grazie alle quali l’infermiere era stato condotto agli arresti domiciliari, nel 2016.

Gli avvocati di Spanò, Marco Siragusa e Stefano Pellegrino, hanno cercato di difenderlo facendo redigere una consulenza di parte, dalla quale era scaturita una sua sostanziale incapacità di intendere e di volere. Tutte queste attenuanti sono state sconfessate, con l’accusa che non subito alcun tipo di indebolimento. Il processo ha visto la partecipazione di 25 parti civili, tra le quali le vittime dei reati e le loro persone più care. L’infermiere aveva nel proprio cellulare anche immagini e filmati collegati ad altri stupri su ulteriori pazienti sedati in passato. In base a tutti questi elementi, ogni atto effettuato da Maurizio Spanò sarebbe stato considerato premeditato.

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