Nella mattinata di ieri 26 settembre 2017, a Poggioreale in c/da Fontanelle, nell’ambito della manovra di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti condotta dalla Compagnia Carabinieri di Castelvetrano,i militari della dipendente Stazione – guidata dal Maresciallo Giovanni Ferraro –coadiuvati nell’operazione dal Nucleo Operativo e Radiomobile, hanno tratto in arresto CORTE Antonino, 47enne e CORTE Francesco, 43enne, fratelli, entrambi poggiorealesi, disoccupati e noti alle forze dell’ordine.

I due,  sottoposti a perquisizione domiciliare e personale presso un fondo agricolo dove erano soliti svolgere attività agropastorale, venivano trovati in possesso di 651 piante di “canapa indica” coltivate all’interno di un magazzino appositamente adibito a “maxi-serra” e attrezzato a regola d’arte con tutto l’occorrente per la ventilazione, riscaldamento ed illuminazione delle suddette piante, avendo predisposto ogni cautela utile ad evitare che dall’esterno si potessero notare luci o altrecircostanze sospettecirca lo svolgimento dell’attività delittuosa.

Inoltre è stato trovato vario materiale idoneo al confezionamento ed al taglio degli stupefacenti ed un fucile a canne mozze cal 12, marca FRANCHI, con matricola abrasa, in buono stato d’uso e conservazione ed 8 cartucce cal.12.

Durante l’attività di ispezione dei luoghi veniva anche accertato – unitamente a personale dell’ENEL – che l’energia elettrica servente il magazzino (pari a 50 kw/h), veniva sottratta in maniera fraudolenta, mediante allacci abusivi alla rete elettrica pubblica con l’utilizzo di più cavi portanti e n.54 trasformatori.

Quanto rinvenuto veniva sottoposto a sequestro.

I due indagati venivano, dunque, tratti in arresto per l’attività di produzione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, per la detenzione illegale di arma clandestina e per il furto aggravato di corrente elettrica, quest’ultimo generante un grave danno patrimoniale alla società di distribuzione.

Gli arrestati, dopo le formalità di rito e su disposizione della Procura della Repubblica di Sciacca, venivanocondotti presso la casa circondariale di Sciacca, in attesa di giudizio direttissimo.

L’operazione riconferma che l’ingente flusso di stupefacenti presente anche a queste latitudini, che è opportuno combattere con la repressione giudiziaria e con la consapevolezza della collettività tutta.

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