La cagnolina Bianca del porto di Trapani è deceduta agli inizi di febbraio al canile privato di Caltanissetta. Bianca era stata accalappiata insieme a Pupa, l’altra cagna del porto che, secondo le accuse, avrebbe aggredito un passante. Bianca fu accalappiata perchè in quel momento si trovava con Pupa, ma il cane non aveva fatto assolutamente nulla a nessuno. Grazie alla battaglia di Enrico Rizzi, Pupa riuscì subito a trovare adozione e quindi a lasciare il canile privato di Caltanissetta, canile dove era stata trasferita assieme a Bianca, fin da subito. Rizzi per Bianca aveva più volte invitato l’Amministrazione Comunale a rimetterla sul territorio come “cane di quartiere”, ai sensi della Legge Reg. n.15/2000. [su_spacer]

“Mi avevano detto di stare tranquillo perchè il cane avrebbe fatto presto ritorno a casa. False promesse fin da subito. Dopo mesi di attese, ho formalizzato la richiesta prendendo carta e penna e chiedendo la reimmissione del cane sul territorio entro il termine di 30 giorni, così come previsto dalla legge. Adesso mi vedo chiamare dal comune che mi comunica la morte del cane, già dallo scorso febbraio. E’ una vergogna. La cagnolina è stata condannata a morte. Avevo detto fin da subito di fare in fretta perchè l’animale era molto anziano e il forte stress dell’accalappiamento, il ritrovarsi in un ambiente non suo, avrebbe potuto portare gravi conseguenze. Questi sono i risultati pessimi dell’Amministrazione Damiano. Ma il sindaco non doveva portarsela in ufficio fin da subito? Ha illuso i cittadini. E’ falso e bugiardo.” – è quanto dichiara Enrico Rizzi, presidente nazionale del Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali.

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