Basterebbe dedicare solo cento secondi del nostro tempo alla rilettura di questa frase per poter affermare a noi stessi:”E’vero!La farò mia!”.

Circa 2500 anni fa, un tale Aristotele disse che ogni popolo ha i governanti che si merita.Sarebbe sufficiente soffermarsi su questo per capire come via via che le società si sono emancipate, si sono sempre più distaccate dalla volontà(o capacità!?)di decidere da chi farsi governare, valutando le precedenti esperienze e riaffermandole se ritenute efficaci o esperendone altre nel caso contrario.

Ai nostri tempi, nei quali per fortuna(mah!)possiamo verificare l’operato di chi deleghiamo ,col nostro voto, a rappresentarci,a prendere decisioni per la nostra vita,paradossalmente, in sede di consultazioni elettorali, riconfermiamo le stesse persone di cui sappiamo fatti e misfatti, di cui a lungo ci siamo lamentati,mandandoli più volte a quel paese,ma alla fine li votiamo o(peggio!)li rivotiamo!Bastano piagnucolii e lamentele?No!Si può e,quindi, si deve dare anima e corpo per cambiare ciò che non va!

Ma,oltre ogni critica di sistema che ogni convinto liberale potrebbe opporre al qualunquismo di chi pensa che sia solo un problema di facce da cambiare,vien da chiedersi:”Ma è possibile che per anni, decenni,un popolo,quale il nostro,abbia sempre sbagliato a scegliersi sempre una classe d’incapaci come rappresentanti?”.E poi,se consideriamo che quegli stessi politici non vengono da Marte,siamo certi che costoro siano poi cromosomicamente diversi da noi,integerrimi(?) e virtuosi(?)cittadini comuni?

Come può accadere che, all’interno di una cabina elettorale,diventiamo smemorati e dimentichiamo tutto di tutti?Sono forse così arguti i vecchi candidati a distorcere la realtà o siamo noi così idioti al punto da farci rimettere nel sacco da chi,a forza di sperimentare imbrogli(sulla nostra pelle!),è diventato abilissimo a farci vedere le cose nel modo che gli conviene?

Quando,con amici e parenti,dissertiamo, con toni accademici ed appassionati(mah!)di politica,anche se abbiamo visioni diverse del mondo,ci troviamo però,quasi sempre,d’accordo su una cosa: non riusciamo a dare vigore razionale ai discorsi dei nostri politici.Magari poi li difendiamo lo stesso, sulla base di riflessioni(quali?)più dettate dal”tipo”politico che ci piace che non dalla ragione,ma la maggior parte del tempo li reputiamo opportunisti,incapaci,inefficienti.

Ma è davvero così?Oppure quegli incapaci,quegli inetti,quegli opportunisti siamo proprio noi che li abbiamo votati?Siamo sicuri che gli incapaci e gli opportunisti siano loro?Credo che nel corso dei decenni si sia consolidata la “formula magica” che lega indissolubilmente il politico al cittadino,ossia il voto di scambio(degradante oscenità!)tra eletto ed elettore,con la contropartita della sistemazione lavorativa o del superamento di qualche ostacolo,che per altre vie,quelle ordinarie e normali,non sarebbe ipotizzabile.

Ecco: non manca occasione per vedere accapigliarsi i “fans” di un politico contro quelli che tifano per un altro,tutti ignari(ignaviamente!) che stanno difendendo chi li ha già fregati e continuerà,soprattutto,a farlo.Ed è così che tolleriamo ruberie parlamentari,nazionali e regionali,collusioni politico-mafiose,azzeramenti di conquiste sociali,orfani,noi tutti, della consapevolezza che tutto ciò è frutto di queste nostre imperdonabili sordità e cecità al reale stato delle cose.Se così è(e così è!),di cosa ci lamentiamo?

Meritiamo quello che abbiamo!In questa fase dove non ci sono filtri,dove non c’è educazione all’uso dello spirito critico,tutto si riduce ad una volgare,continua,irritante “bagarre”campanilistica,ad un disputa sul nulla,ad un discorso tra sordi.Sprechiamo ogni giorno una grande occasione di libertà.Abbiamo una politica(quella che ci meritiamo!)che è lo specchio della società,una società che ha messo al bando l’intelligenza e che,quando accende la televisione o apre un giornale,preferisce spegnere il cervello.

Fino a quando non ci renderemo conto che l’unica maniera per riqualificare la politica è quella di uscire da quell’antico,quanto osceno,compromesso oppportunistico con chi ci deve rappresentare e governare,non c’è speranza.Svestiamoci degli abiti di”vittime innocenti” di questi condizionamenti di un sistema che noi stessi abbiamo contribuito e contribuiamo a realizzare.La primavera metereologica è arrivata,ma quella sociale è molto lontana!

L. Rancatore

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