Riformare la Carta Costituzionale è una cosa estremamente seria, e non si può fare sull’onda della demagogia e del populismo. I Padri Costituenti discussero a lungo (e senza strillare) sul numero dei parlamentari: c’erano due ipotesi: una che prevedeva un vasto numero di parlamentari ed un’altra che voleva contenerlo, alla fine si arrivò ad una soluzione condivisa all’unanimità e così proposta in aula dal Presidente Terracini. Il senso storico: creare un giusto rapporto tra eletti e elettorato.

 Ma si obietta sono troppi, in base a cosa a quale parametro? Con la riforma in discussione l’Italia con 600 parlamentari avrebbe un rapporto eletti/cittadini pari allo 0,9 cioè al penultimo posto in Europa. Così si corre il rischio di creare una vera e propria “casta” anticamera dell’oligarchia. Neppure l’ipotetico “risparmio” ha un senso, infatti dai dati ufficiali della Camera e del Senato il risparmio sarebbe un totale di € 81,6 milioni pari allo 0,007% del nostro debito pubblico. Se da questa cifra detraiamo le tasse, diventano 57 milioni che diviso il numero dei cittadini porta ad un risparmio per ognuno di noi di € 0,94. Non crediamo che quantità e qualità siano direttamente proporzionali. I Parlamentari sono eletti da noi e solo noi siamo responsabili della loro qualità. Più sarà basso, e quindi difficile, il rapporto tra eletti ed elettori, sempre meno questi ultimi potranno controllare ciò che gli eletti fanno. Siamo convinti che molte riforme si possono fare senza intaccare il rapporto democratico: eliminazione dei privilegi basta una legge ordinaria, riforma dei regolamenti basta una legge ordinaria, e perché la maggioranza “bulgara” che ha approvato questa riforma non ha fatto ciò che era più semplice? Se i partiti e movimenti diventano centri di potere, perché non dare la piena attuazione all’art.49 della Costituzione che regola i partiti in termini di democrazia interna e di trasparenza? Rendere l’Italia più bella si può fare senza restringere gli spazi di partecipazione popolare. La battaglia non è persa, fermare l’onda populista e salvare la Costituzione è possibile. Ecco per questi motivi Vi rivolgiamo questo ultimo appello a votare NO il 20 e 21.

COMITATO NOINO TRAPANI

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