HA PERSO SAVONA? NO. TRAPANI HA PERSO

Trapani ha votato il ballottaggio più incredibile che la storia elettorale in Italia ricordi: un candidato sindaco contro niente e nessuno, un muro artificiale,  se non un ipotetico ma reale commissario. Una contesa durata una settimana assurda, con quel candidato sindaco che doveva confrontarsi con i numeri chiamati 50% e 25%. Ha vinto il commissario di governo, hanno vinto i numeri. Il candidato Sindaco Pietro Savona ha, ufficialmente, questo è il responso elettorale, perso. “Solo” 14536 trapanesi, infatti, si sono recati alle urne mettendo la croce su quella scheda dove c’era solo il suo nome; altri 535 erano le schede bianche, cioè di cittadini che, costruttivamente hanno raccolto l’invito ad andare a votare per dare un sindaco alla città pur  non d’accordo sull’unico candidato rimasto. In 813, invece, obbedendo a quell’ordine disfattista della componente peggiore di questa città, si è recata ugualmente alle urne per annullare la scheda. Uno sfregio. A chi se non ai loro concittadini, alla città? C’è stato questo ma anche di peggio, l’invito a disertare le urne, venuto dalla parte peggiore della politica, e non solo, della città, determinando di fatto il risultato elettorale che ha finito per penalizzare tutti i trapanesi. Nel gioco dell’assurdo di questa incredibile giornata elettorale ci sta anche questo. Non ha perso Savona ma la città di Trapani.

Era un’impresa impossibile. Non è il titolo di un film, ma la realtà fatta da Pietro Savona, una persona perbene, e da un gruppo di suoi amici e di semplici cittadini che aldilà delle appartenenze politiche ( anche se Savona è iscritto al PD)  hanno creduto subito su ad un programma che aveva l’ambizioso progetto di dare una scossa a questa città, farla sollevare dal disastro nel quale altri l’avevano buttata, non soltanto 5 anni prima eleggendo a Sindaco una persona perbene ma incapace come Damiano. Ma anche quindici/ venti anni prima vendendo falsi miracoli all’opinione pubblica, giocando sulle apparenze e non su un vero progetto di crescita complessiva. Lo scontro era proprio contro gli autori di quel disfacimento: Il sen. D’Alì e l’ex Sindaco, ex deputato regionale, ex avvocato, ex tutto Girolamo ( Mimmo) Fazio.  A loro in campagna elettorale, particolarmente nel ballottaggio, sono andati a far compagnia in questo gioco al massacro contro Trapani i “paladini” del movimento 5 stelle.

Aldilà dei fatti di cronaca giudiziaria, il voto del primo turno ha premiato Savona e i suoi amici mandandoli al ballottaggio contro il maggior  responsabile del degrado complessivo della città, quel Fazio che indossando i panni di un guru indiano aveva saputo ammaliare l’ignoranza di una parte della città, soprattutto dei ceti popolari, vendendogli la storiella del suo grande amore per Trapani. Quale fosse questo amore si è visto già nell’uso che ha fatto del ruolo di deputato facendosi corrompere, come dice l’accusa, in favore di un armatore. Lo si è visto allorchè ha messo in atto con fredda determinazione un piano che prevedeva come traguardo finale l’affidamento della città ad un commissario di governo al quale non si potrà certo rimproverare la probabile se non certa mancata riscossa socio economico della città. Il suo compito infatti  si fermerà  all’ordinaria amministrazione.

Trapani è un muro di gomma. Chi scrive queste note lo sostiene da decenni. Lo ha dovuto constatare nella sua ormai lunga esperienza professionale. Ieri ha avuto l’ennesima riprova. Il luciferino disegno messo in atto da Fazio che ha “lasciato” solo Savona al ballottaggio, prevedeva che al voto dovevano recarsi ben trentamila persone, quasi quelli del primo turno quando c’erano 5 candidati sindaci e centinaia di candidati consiglieri. Ma non bastava. Un assurdo meccanismo elettorale che nelle tante revisioni non era stato cancellato, prevedeva che almeno quindicimila persone dovevano mettere una croce sull’unico nome, quello di Savona, nella scheda. Lo hanno fatto, come abbiamo visto in 14536, appena vicini a quel traguardo. E’ mancato il primo risultato quello de votanti. A quel numero aveva legato il suo “successo” ichi l’aveva organizzato, cioè Fazio. Era sin troppo facile pensare che solo con un miracolo i trentamila votanti ci sarebbero stati.  Così è andata, ma è stato giusto provarci, con quello che in molti, non solo ieri notte, hanno definito un atto di grande generosità, vero, per la città.

Savona ha perso nei numeri ma ha politicamente  vinto  e con lui i 15 cittadini che l’hanno votato, anche se non è bastato. Ieri sera al comitato elettorale di Savona un lungo, lunghissimo, applauso ha accolto le parole di ringraziamento di Savona ai tanti che ancora affollavano i suoi locali. Ha ringraziato i trapanesi che hanno creduto nel suo progetto. Lo ha fatto davanti alle telecamere della Rai; ma di Trapani, di questo momento elettorale, da alcune settimane si sono occupati tutti i media italiani con qualche puntata anche dai media esteri. Hanno parlato di Savona, ma anche di Fazio, ma in termini e con accenti diversi. Lusinghieri solo per Savona e il suo coraggio. Da oggi, da domani, a Trapani, a Palazzo D’Alì arriva un commissario, le indiscrezioni parlano di un noto magistrato in pensione. Andrà a fare compagnia all’altro magistrato in pensione che “governa” l’ex Provincia regionale.

Le cronache della giornata elettorale di ieri che ha segnato l’arrivo a Trapani di un commissario del governo regionale, parlano di un signore che abbandonata, momentaneamente, la sua beata vacanza in quel di Marettimo, è “sceso” a Trapani per assistere di presenza al suo capolavoro. Lo hanno visto in tanti seduto in un bar del centro storico a “gustare” felice il suo risultato. Chissà, forse ha anche pensato di passare alla storia. Ancora per qualche giorno le cronache si occuperanno dell’ex Sindaco Mimmo Fazio, forse vi ritorneranno nel futuro ma per fatti poco nobili.  Rimanga pure seduto a quel tavolino a godersi il suo “successo”. Una cosa è certa:  passerà alla storia, ma come il peggior Sindaco che la città di Trapani ha avuto, colui che rendendosi conto di non poterla più “possedere” per continuare la sua disastrosa opera, ha preferito e organizzato il peggio per la sua “amata” città. La città le sarà grata.

Aldo Virzì

 

Previous Post
Next Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *