Piero Savona: un programma pensato insieme ai cittadini

Una mancata sensibilità delle istituzioni, la prolungata disattenzione della direzione politica e la carenza progettuale per concorrere ai finanziamenti sono, secondo Savona, elementi che hanno procurato alla nostra città disagi  che costituiscono «problemi non solo gravi, ma per di più inaccettabili poiché non garantiscono le condizioni minime di vivibilità. La carenza del servizio scolastico, le percentuali di acque bianche disperse a causa di una rete idrica in parte fatiscente, una rete fognaria che in piena estate confluisce in mare sono dati scandalosi. Il problema dei rifiuti e degli incendi sono trascurati da oltre vent’anni. “Questioni regionali” si potrebbe dire. Ma Le istituzioni comunali hanno il diritto e il dovere di sollevare una forte azione di rimostranza nelle sedi opportune, se è in discussione la sicurezza dei cittadini».

Da qui prende le mosse il piano di lavoro che Piero Savona, candidato a sindaco di Trapani col cartello PD, intende maturare attraverso il filo diretto con i cittadini. Non solo parole, ma fatti.

Venerdì scorso, nei locali dell’ “Officina delle idee” è avvenuto l’incontro a porte aperte tra il candidato del PD e l’elettorato. Primo di una lunga serie, l’appuntamento risponde al programma “Venerdì delle idee”: con cadenza settimanale, Savona apre un libero confronto con la cittadinanza in merito a diverse tematiche di rilevanza pubblica. Un confronto che Savona non richiede a ridosso delle votazioni, ma ben prima di stilare quello che sarà il suo programma elettorale definito, con il chiaro intento di dare realmente voce al popolo che la figura di sindaco dovrebbe rappresentare.

“I luoghi della cultura”, il primo tema affrontato. Perché? «Un luogo non è solo uno spazio materiale. È anche matrice di memoria storica, condizione attraverso cui si delineano identità individuali e collettive che vanno tutelate rispetto ai contraccolpi della globalizzazione ritrovando il senso di appartenenza alle proprie radici: bisogna tracciare un solco per recuperare le nostre fondamenta. Cultura significa riscoprire cosa siamo stati per capire cosa saremo in futuro ed è il primo modo per accompagnare la crescita di tutto il territorio. A Trapani non ci sono luoghi di cultura dove svolgere attività legate al teatro e alla musica. Il paradosso è che la nostra città è ricca di luoghi naturalmente predisposti allo scopo (che offrono scenari invidiati in tutto il mondo) e di numerose strutture che per inedia  o incuria non vengono sfruttate. In alcuni casi sono abbandonate, se non addirittura vandalizzate. Si pensi: Torre di Ligny, Casina delle Palme, complesso di San Domenico, Bastione dell’Impossibile. La struttura che più mi è a cuore, tanto da assumermi l’impegno di rimetterla in funzione entro il primo anno dalla mia eventuale elezione, è il teatro auditorium del conservatorio Scontrino, bloccato in un impasse burocratico da 18 anni. Un impegno minimo e il coinvolgimento dei privati potrebbero riabilitare molte strutture, cosa che rilancerebbe al tempo stesso  i quartieri nei quali esse sorgono  e la cui rivalutazione culturale scoraggerebbe le manifestazioni di autonomia dei cittadini che vivono in zone dove le istituzioni sono inesistenti. La riscoperta di solidi riferimenti culturali punta anche ad un turismo competitivo in vista del quale puntiamo ad una riorganizzazione degli uffici adibiti all’ambito culturale nell’ottica di creare una canale diretto con il settore turistico, essendo i due aspetti estremamente connessi».

Certe problematiche sono peculiari di Trapani o condivisibili dalle amministrazioni limitrofe? Sposa l’ipotesi di una “Grande Città”?

«In quanto capoluogo, Trapani dovrebbe avere la dignità di mettersi in testa ad un progetto di ampio respiro, volto a migliorare la qualità della vita del nostro territorio che non è circoscritto ai confini della nostra città. Spesso gli interessi dei cittadini appartenenti a diversi comuni non sono semplicemente simili, ma addirittura identici, come nel caso di Trapani ed Erice. Per questo ritengo assolutamente fondamentale una sinergia tra le amministrazioni territoriali vicine. Lavorare di concerto a medesimi progetti può consentire una maggiore efficacia, un raggio d’azione più capillare e una qualità superiore dei servizi ad un costo inferiore per quanto concerne le risorse economiche e organizzative. Fin’ora una simile collaborazione è stata intesa come una questione esclusivamente politica, piuttosto che essere considerata di rilevanza collettiva in un’ottica locale. Tuttavia è un progetto realizzabile, a prescindere dalle diversità che intercorrono tra i credi politici, ma che richiede, ai politici e ai cittadini, una certa maturità culturale e una considerevole dose di lungimiranza. Ad esempio, una collaborazione tra Funierice e ATM renderebbe più efficiente il trasporto pubblico in un’ottica trans-comunale, stimolando di riflesso elementi satelliti, come i parcheggi, resi più appetibili se il sistema dei trasporti funziona bene. Inoltre, dato non trascurabile, un trasporto studiato in modo da garantire facile e sicura mobilità collegando sinergicamente i luoghi di maggiore interesse, costituirebbe un servizio aggiuntivo al settore turistico. Si alimenterebbe, in questo modo, un circuito economico le cui positive ripercussioni sarebbero avvertite anche in compagini diverse da quella peculiare dei trasporti».

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