Trapani. “Se l’11 giugno i cittadini trapanesi mi faranno entrare dentro il Palazzo Comunale, la bella vita per alcuni dipendenti pubblici terminerà in poco tempo. Vi metterò in riga, uno per uno. È una promessa!” – è il post pubblicato ieri sera da Enrico Rizzi, leader animalista e candidato con la lista del PSI al Consiglio Comunale di Trapani. VEDI ARTICOLO 

Il post ha “deluso” alcuni dipendenti pubblici che hanno contattato Enrico Rizzi sul social per esprimergli la loro delusione e per invitarlo anzi, qualora eletto, a risolvere i molteplici problemi comunali. “Lavoriamo con una paga non idonea a ciò che facciamo, non abbiamo strumentazione adatta, siamo abbandonati dall’attuale Amministrazione” – riferiscono al giovane animalista.

Rizzi questa mattina ha pubblicato un nuovo post: “Da ieri, diversi impiegati del Comune di Trapani, mi stanno scrivendo perché delusi dal mio post in cui promettevo di “mettere in riga” alcuni dipendenti pubblici se eletto Consigliere Comunale. Mi hanno scritto per denunciare le assurde condizioni in cui sono costretti a lavorare, con una retribuzione non idonea e senza la giusta strumentazione. Voglio specificare che il mio post era rivolto ad alcuni, lo ribadisco, dipendenti pubblici, ma DIRIGENTI, e non certamente agli impiegati. Non ho specificato questo e di ciò me ne scuso. Giro spesso gli uffici e conosco benissimo la vostra situazione. Negli ultimi 5 anni poi, siete stati effettivamente abbandonati. Mi spiace aver creato questo fraintendimento. Io sto dalla vostra parte senza dubbio. Sono pronto ad incontrarvi nel mio comitato elettorale per ascoltarvi e per capire fin da subito quali sono le vostre esigenze. Vi prometto che le porterò in Consiglio in poco tempo. E chi mi conosce, sa bene che se dico una cosa, la faccio. Per contattare il mio comitato: 380.4732823″

Contattato da alcuni giornalisti in questi minuti, Rizzi ha ribadito: “Chi ha la coscienza pulita non deve temere. Le mie accuse erano e sono tuttora rivolte a quei dipendenti pubblici disonesti, incompetenti a discapito della nostra società e per il quale sono anche aperti dei fascicoli presso la Procura di Trapani. Per colpa di questi sfaticati i colleghi perbene sono costretti a sopperire la loro inerzia lavorando il doppio. Metterò fine a questo sistema ingiusto”.

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