Riceviamo e pubblichiamo

Dover intervenire a commento di un articolo giornalistico è sempre sgradevole perché può in qualche modo dar luogo ad un fastidioso fraintendimento, cioè il tentativo di mettere il bavaglio alla stampa. Ciò è certamente così quando le notizie sono vere, continenti, pertinenti e, nonostante ciò, si provi a gettare fango sul cronista e sulla testata giornalistica. Ma quando, invece, esse non corrispondono propriamente alla realtà oppure, forse peggio, si avvalgono dell’ormai diffuso vezzo di generalizzare l’ingeneralizzabile, meritano quantomeno una presa di posizione da parte di chi rappresenta qualcuno o qualcosa.

Questo Distretto Turistico non può, dunque, ignorare il preoccupante titolo scelto dal quotidiano La Repubblica nell’edizione di ieri, mercoledì 16 dicembre 2020, per l’articolo a firma del giornalista Salvo Palazzolo. “Trapani capitale di mafia tra vecchi e nuovi affari targati Messina Denaro” appare infatti come una sciocca, fuorviante ed inutile stereotipizzazione di un fenomeno grave e certamente esistente (a scanso di equivoci!) come quello mafioso che finisce per offendere in maniera incontrovertibile ed oggettiva, addirittura infamandola, la maggioranza dei cittadini onesti e perbene che compongono la città di Trapani e la nostra provincia. A questa gente è stata gettata dinanzi, ancora una volta, l’infamia della mafia, senza distinzioni di sorta e senza alcun rispetto, ma con la spietatezza di chi ha già provveduto, con l’uso della parola, ad emettere la propria sprezzante sentenza di condanna di un intero territorio. Danneggiando per di più in maniera irreparabile anche la candidatura di questa meravigliosa città, Trapani, a Capitale italiana della cultura. Riteniamo allo stesso modo grave, peraltro, il titolo scelto per la copertina dell’edizione regionale, cioè “Vecchi e nuovi affari. Trapani mafia capitale”, quasi a voler riprendere, con un gioco di parole, un caso che ha inglobato per mesi le cronache giornalistiche nazionali, cioè “Roma mafia capitale”. Riteniamo anche questo assolutamente inaccettabile.

Un titolo non è un articolo ma è senza ombra di dubbio una parte di esso. Ne è la sostanza, la sintesi “ragionata” e, spesso, finisce purtroppo anche per esserne l’unica parte a ricevere le giuste attenzioni da parte del lettore. Per questo andrebbe scelto con rigorosa attenzione e, soprattutto, come in questo caso, col rispetto e col tatto che si deve nei confronti di un contesto territoriale che, come tanti altri, lotta contro il fenomeno mafioso con le proprie forze migliori e che, a causa di esso e della sua ferocia, ha subito la perdita di molte, preziose, vite umane. Nostri amici, nostri fratelli, per la cui giustizia continuiamo e continueremo a batterci.

Ferma la libertà di stampa che è un diritto sacrosanto e preso comunque atto dei gravi fatti di cronaca che la Magistratura saprà certamente approfondire individuandone eventuali reati, dunque, non intendiamo accettare passivamente questo modo di fare giornalismo. Nessuno può e deve pensare di averlo potuto fare senza che qualcuno intervenisse né di poterlo fare ancora. Neppure (e soprattutto) chi ha il dovere di informare e di creare opinione pubblica, e che ha in mano un’arma importantissima e potente che dovrebbe colpire dritto al cuore, quasi sbeffeggiandolo, un intero territorio. Non ci stiamo e non lo consentiremo. Ed è per questo che adotteremo ogni iniziativa a tutela dei trapanesi, dell’immagine della città e dell’onore che, a scanso di equivoci, non è quello mafioso. É semplicemente la nostra dignità, oggi profondamente lesa.

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