Per la prima volta il confronto è stato anche visivo, in un’aula di tribunale. Giacomo Tranchida e Riccardo Agliano, l’imprenditore che il Sindaco ha accusato di essere “un fallito”,  erano presenti stamattina alla prima udienza di uno scontro giudiziario che annuncia scintille.

Ma questa volta le parti erano invertite. Sotto accusa, da imputato accusato di diffamazione è il Sindaco Tranchida che nel febbraio era stato rinviato a giudizio dal Gip dopo le prove fornite dalla Guardia di Finanza sulle false accuse che aveva rivolto ad Agliano. I fatti sono quelli della ormai famosa conferenza stampa del febbraio del 2018 che Tranchida tenne insieme alla Sindaca di Erice Daniela Toscano; l’oggetto era stato l’arresto del vicesindaco della vetta, ma fu anche l’inizio dell’indagine sui parcheggi di San Giuliano per il quale la Sindaca Toscano dovette per un periodo lasciare Erice e l’incarico: Recentemente la stessa ha comunicato l’avvenuta archiviazione.

Fu in quella conferenza stampa che Tranchida si scatenò, soprattutto su quest’ultima vicenda dei parcheggi, attaccando con il suo abituale stile Agliano e pronunciando, volutamente sfottente, il suo nome, deridendolo per la sua barba rossiccia. Così Agliano diventa “Aglianico, Allanico, Barbarossa, Barbaverde. So che è un bel personaggio”, con il colpo finale: “è un imprenditore fallito”. Da qui la denunzia e il rinvio a giudizio per diffamazione.

L’udienza di oggi, la prima, è servita a comprendere quali saranno le mosse dei legali. Molto chiara l’intenzione dell’avv. Sugameli, che assiste l’imprenditore: far salire sul banco dei testimoni sia l’imputato Tranchida che Agliano, ma anche tutti i giornalisti presenti in quella conferenza stampa. Insomma i cosiddetti  mezzi di prova. Il principale mezzo di prova è però la registrazione video di quella conferenza stampa che fu trasmessa in diretta da una emittente. Si potranno ascoltare le parole pronunciate da Tranchida, ma anche le espressioni facciali che l’accompagnano. La difesa di Tranchida ha cercato di opporsi in tutti i modi e inutilmente alla richiesta, respinta dal giudice-presidente Badalucco. Si riprende il giorno 7  di ottobre con l’interrogatorio di Agliano, poi dovrebbero seguire le testimonianze dei giornalisti presenti, infine Tranchida. Rimane il dubbio se accetterà di farsi interrogare e di giustificare le affermazioni calunniose per le quali è stato rinviato a giudizio.

                                                                                            Aldo Virzi